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Perché cerchiamo l’approvazione degli altri (e come smettere)

Per evitare le critiche non fare niente, non dire niente, non essere niente.

Aristotele

Coraggio.

Siamo sinceri verso noi stessi.

Guardiamoci attorno e diciamoci la verità.

Ognuno di noi è alla costante ricerca dell’approvazione degli altri.

È così.

Cerchiamo il benestare e l’elogio di chi ci circonda.

Desideriamo il consenso di chi ci osserva, guarda e ascolta.

Bramiamo l’approvazione del gruppo.

Questo si manifesta in maniera molto chiara nella società odierna.

Un esempio che ci sarà molto familiare è dopotutto il modo in cui inseguiamo i like sui social:

Cerchiamo il plauso digitale in grado di farci sentire a nostro agio ed accettati dagli altri.

Viceversa, sotto sotto, abbiamo la profonda paura di non ottenere l’approvazione degli altri.

Temiamo il loro giudizio.

Abbiamo il terrore di essere esclusi.

Familiare il quadretto?

Bene.

Ora lascia che ti dica una cosa.

Tutto questo, paradossalmente, è normale.

Fa parte della nostra natura di esseri umani.

Ma perché siamo fatti in questo modo?

Perché abbiamo così paura del giudizio degli altri?

La risposta è molto interessante e te la svelo subito.

 

Istinti primordiali

La nostra costante ricerca dell’approvazione degli altri ha radici lontane.

Si tratta di un meccanismo neurobiologico che, plasmato da centinaia di migliaia di anni di evoluzione naturale, ha permesso ai nostri antenati di sopravvivere nelle savane.

Mi spiego.

Dimostrarsi sensibili verso le aspettative dei propri simili, essere accettati ed ottenere l’approvazione del gruppo ha rappresentato per i nostri progenitori un fattore critico di successo.

Chi veniva accettato, evitando situazioni di confitto, scongiurava un possibile allontanamento dalla comunità.

Un allontanamento che avrebbe compromesso la sopravvivenza dell’individuo, ormai abbandonato a se stesso.

Chiaro?

Bene, torniamo ad oggi.

Il nostro istinto di ricerca dell’approvazione degli altri, se risultava utile per i nostri antenati, oggi non lo è più.

Anzi, ti dirò di più.

Diventa parecchio limitante come stiamo per vedere.

 

Oltre la saggezza convenzionale

Ogni visionario è stato ridicolizzato prima di essere osannato.

Robin Sharma

Sarò sincero.

Scrivendo questo articolo ho pensato molto ad Elon Musk.

L’imprenditore sudafricano della cui bellissima biografia avevamo parlato proprio in questo post.

Elon Musk ha apportato incredibili innovazioni in settori molto diversi tra loro. Da quello bancario, a quello aerospaziale per arrivare sino alle vetture elettriche.

Paypal, SpaceX e Tesla suonano una campanella? 😉

Anche lui, come tanti altri prima di farcela, è stato però ampiamente ridicolizzato, ostacolato e preso per matto.

E oggi?

Be’, oggi è un imprenditore affermato che sta segnando autentici punti di svolta nello sviluppo dell’umanità intera ed anche nei nostri stili di vita.

512px-Elon_Musk_-_The_Summit_2013.jpg

By Heisenberg Media [CC BY 2.0 ], via Wikimedia Commons

Dove voglio arrivare con questo esempio?

Te lo spiego subito.

 

Paura del cambiamento

Prima ti ignorano, poi ti deridono, poi ti combattono.

Poi vinci.

Gandhi

Teniamo bene in mente una semplice verità.

Nel momento in cui avremo una buona idea e desidereremo portarla alla luce ci saranno sempre loro.

Loro, sì esatto.

Parlo di quelle persone che ci diranno che non è possibile, ci derideranno e, se è il caso, ci ostacoleranno pure.

Le innovazioni, quale che sia la loro portata, modificano i mercati, le società, le abitudini, il modo di pensare, lo status quo.

Questo incute sempre timore, paura, avversione, se non addirittura odio.

(John Lennon, Marthin Luther King Jr, Gandhi, e tanti altri illustri uomini hanno perso la vita nel loro tentativo di cambiare lo status quo).

Il punto è questo.

La natura umana è avversa al cambiamento.

L’uomo ha paura dell’ignoto, lo combatte, ed ha una innata tendenza a preservare lo stato delle cose attuali.

Teniamolo bene a mente.

Ma oltre questo c’è altro.

 

Perché tu sì e io no?

Esatto.

La gente ci darà addosso non solo perché teme il cambiamento, ma anche per un’altra semplice ragione.

I nostri tentativi di portare la nostra vita ad un livello superiore faranno sentire gli altri colpevoli.

Mi spiego.

Ad un profondo livello interiore chi ci guarda prendere in mano le sorti della nostra vita e agire per cambiare le cose, proverà a livello inconscio un senso di colpevolezza per il proprio potenziale inespresso.

Non dimentichiamolo.

Chi mira con determinazione a raggiungere risultati che vanno oltre la media andrà incontro alla disapprovazione degli altri.

Con “gli altri” mi riferisco ovviamente a chi si culla beato in mezzo a troppa Tv, troppo gossip, giochini, app colorate e cazzeggio vario.

Mi riferisco a chi si lascia trascinare per inerzia dagli eventi della vita e da amicizie superficiali, vivendo alla giornata sulla base di slogan come “Tanto c’è crisi. Non si può fare niente“, rimanendo ben chiuso nella propria zona di comfort e non ottenendo alcun risultato rilevante.

Per gli haters è infatti molto più facile scagliare la pietra addosso a chi tenta di distinguersi piuttosto che provare ad assumere loro stessi quelle giuste ma scomode abitudini che spianano la via verso un salto di qualità.

In poche parole:

Tutti provano simpatia per un perdente. L’invidia invece te la devi guadagnare.

Dobbiamo essere consapevoli di questo lato della natura umana.

Dobbiamo essere consapevoli che più ci esporremo al di fuori della comune normalità più attireremo addosso critiche e giudizi.

Accettiamolo e non permettiamo che ciò ci faccia desistere.

Il bello verrà dopo.

Quando la bontà di un’idea innovativa è accertata e la sua capacità di generare valore è riconosciuta, chi sino a poco prima è stato odiato diviene all’improvviso un simbolo di successo ed eccellenza.

Allo stesso Edison (un esempio su tutti) hanno dato addosso (e non di poco), ma come vediamo oggi la lampadina è presente in ogni casa ed Edison è osannato come un modello di successo.

 

Come smettere

Puoi essere un innovatore. Puoi essere apprezzato da tutti. Non puoi essere entrambe le cose.

Robin Sharma

Il modo migliore per smettere di cercare l’approvazione del gruppo è quello di comprendere le dinamiche che si nascondono dietro la nostra paura del giudizio degli altri.

Attraverso questo post abbiamo compreso una cosa.

Le critiche arriveranno sempre e comunque, specialmente da persone che della propria vita non stanno facendo una beata mazza.

Ricordiamoci infatti che saremo sempre criticati non da persone che stanno facendo più di noi.

Saremo criticati da quelli che stanno facendo meno.

Accettiamolo sin da subito perché questo è il modo migliore per non esserne poi sorpresi e demoralizzati.

Distinguiamo le semplici critiche dettate da odio da quelli che, invece, sono utili feedback per migliorare il nostro lavoro.

E perseveriamo quindi.

Manteniamo le nostre abitudini e il nostro focus.

 

Concludendo

La scelta è nostra.

Possiamo rimanere al sicuro nella nostra zona di comfort.

Possiamo fare quello che fanno le persone comuni e godere dell’approvazione degli altri.

Possiamo assecondare il pensiero comune e lasciarci guidare per inerzia dagli eventi della vita.

O possiamo osare.

Possiamo sfidare la saggezza convenzionale.

Possiamo stabilire degli obiettivi che vadano oltre la media, e agire per conseguirli.

Possiamo fare quello che le persone comuni non fanno, essendo consapevoli che questo attirerà prima mugugni, poi critiche se non addirittura odio da parte degli altri.

Quando i risultati arriveranno i nostri sforzi saranno però riconosciuti e la nostra tenacia sarà premiata.

A noi la decisione.

Ci leggiamo al prossimo articolo.

Un abbraccio

Carlo

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