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Come aumentare il nostro rendimento

Cerco sempre di fare ciò che non sono capace di fare, per imparare come farlo.

Pablo Picasso

Ciao e bentornato.

Oggi parleremo di rendimento, questo sconosciuto, e di come aumentarlo in maniera vertiginosa 😉

L’ispirazione per l’articolo di oggi viene dal libro Peak Performance: Elevate Your Game.

Una lettura che raccomando fortemente.

All’interno del libro gli autori Brad Stulber, scrittore e ricercatore, e Steve Magness, coach sportivo, ci spiegano a chiare lettere cosa accomuna i top performers a livello mondiale.

Ci svelano cos’è che permette loro di raggiungere autentici picchi di rendimento nella propria professione, qualunque essa sia: business, sport, arte, studio, lavoro, ecc.

Ma partiamo dall’inizio.

Il messaggio principale del libro è racchiuso in una semplice formula:

Stress + Riposo = Crescita

Cosa vuol dire?

Te lo dico subito.

I top performers, per raggiungere picchi di rendimento, intraprendono piccole sfide (challenges) che li portano oltre quella zona di comfort che sono già in grado di dominare.

Si sottopongono ad una moderata dose di stress.

Alternano quindi a queste ben dosate ed incomode sfide dei momenti di assoluto riposo (deep rest).

Una volta freschi e ristorati ripetono quindi il processo sottoponendosi ad una prova ancora più stimolante e (positivamente) stressante.

Si tratta proprio del principio alla base della tecnica del pomodoro, che applichiamo allo studio.

Nella tecnica del pomodoro alterniamo, come sappiamo, momenti di assoluta concentrazione (deep focus) a momenti di assoluto riposo (deep rest)

Peak Performance rappresenta una ulteriore fonte a conferma della buona validità di questa tecnica 😉

Ma andiamo avanti.

Entriamo velocemente nel merito dei due fattori dell’equazione individuata dal libro.

Stress e Riposo.

 

Stress

È solo quando esci dalla tua zona di comfort che cresci. Essere a disagio è la strada per lo sviluppo personale. È l’opposto del compiacimento.

Nic Lamb

Lo stress, nell’ immaginario collettivo, assume il ruolo di personaggio cattivo da evitare come la peste.

Qualcosa da cui tenersi sempre e comunque alla larga.

Non è forse così?

Ricerche scientifiche hanno tuttavia dimostrato come acquisiamo nuove abilità proprio nel momento in cui ci sottoponiamo a sfide che vanno leggermente i nostri limiti.

Sono proprio queste le situazioni nelle quali sia il cervello che il corpo, sin quando lo stress è ben dosato e seguito da riposo, acquistano maggior forza.

Cominciamo quindi col rivalutare lo stress in chiave positiva, quale elemento essenziale per la nostra personale crescita, sia fisica che mentale.

 

Riposo

Chiunque può farsi un cu^o così ammazzondosi di fatica. 

La verità è che ci vuole vero coraggio per fermarsi e riposare.

Matt Dixon

Fermiamoci un attimo e poniamoci una semplice domanda.

Quando è stata l’ultima volta che abbiamo dedicato un weekend esclusivamente al nostro più assoluto riposo?

Quando è stata l’ultima volta che abbiamo smesso di correre come criceti sulla ruota e ci siamo fermati per fare un profondo respiro?

La verità è che nella maggior parte dei casi dedichiamo ogni istante libero al lavoro.

Avvertiamo la competizione.

Temiamo di venire superati dai nostri competitors.

Il tutto è frutto di quelle convinzioni ampiamente diffuse nella odierna società stile “No Pain No Gain” che ci portano a non fermarci un attimo perchè “quando non ti stai allenando il tuo avversario lo sta facendo”.

Abbiamo spostato il focus dal lavoro furbo al lavoro duro, o meglio esasperante.

La verità è però soltanto una.

Se non concediamo a noi stessi dei periodi di assoluto riposo non saremo mai in grado di mantenere l’acceleratore premuto al massimo.

La performance eccellente sulla quale insistiamo tanto perderà gradualmente in qualità.

Ci ritroveremo quindi in una zona grigia in cui pur pigiando sul pedale non saremo in grado di dare una performance di alto livello né tanto meno staremo recuperando le energie per spingere di nuovo e meglio.

 

Il segreto del rendimento

Chiarito il significato dell’equazione la sfida sta proprio nel saper dosare bene questi due ingredienti principali.

Cosa intendo dire?

Troppo stress accompagnato da poco riposo equivale a un progressivo consumo delle nostre energie e ad un logoramento delle nostre prestazioni.

Poco stress accompagnato da tanto riposo ci porta invece a giacere languidi nella nostra zona di comfort ben lontani da qualunque stimolo in grado di favorire la nostra crescita.

Un classico esempio che può ben aiutarci a capire questo meccanismo è la palestra.

Pensiamo a quando alleniamo i bicipiti.

La logica è esattamente la stessa.

Sottoponendo immediatamente e insistentemente il muscolo ad un peso esagerato che va ben oltre le nostre attuali possibilità non saremo di certo in grado di compiere molti sollevamenti.

Il muscolo soccomberà in uno stato catabolico senza possibilità di recupero.

La crescita ne risulterà compromessa così come la nostra capacità di impiegare nuovi pesi in futuro.

All’opposto, un peso modesto non metterà seriamente alla prova il muscolo, non lo sottoporrà a quello stress che, una volta conclusa la sessione di training, andrà a stimolare l’attività anabolica necessaria per “ricostruirlo” e farlo crescere.

Insomma, stress e riposo sono i due elementi chiave per la nostra crescita fisica e mentale, ma devono essere ben dosati, e tale compito sarà proprio di nostra competenza.

Peak Performance è una lettura a mio avviso utile ed interessante; piena di tanti esempi concreti e basati su testimonianze scientifiche.

Il genere di libri che piace a me.

Concludo quest’articolo consigliandi nuovamente questo libro 🙂

 

Noi ci leggiamo al prossimo articolo.

Un abbraccio e buona produttività 😉

Carlo

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