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Napoleon Hill. Brucia le tue navi

Brucia le tue navi

Lo sforzo ripaga pienamente soltanto quando ci si rifiuta di mollare.

Napoleon Hill

Quello di oggi sarà un articolo diverso.

Vedremo infatti assieme una storia di forte ispirazione.

Una racconto tratto dal classico senza tempo Pensa e arricchisci te stesso di Napoleon Hill.

Uno dei libri cardine della crescita personale.

La storia, inoltre, è legata ad un particolare evento storico.

Poche chiacchiere quindi.

Scopriamo subito di cosa si tratta 😉

 

Brucia le tue navi

Molto tempo fa un grande guerriero affrontò una situazione che lo obbligò ad assumere una decisione per assicurarsi il successo in battaglia.

Stava per lanciare il suo esercito contro un potente nemico che aveva molti più uomini.

Lui imbarcò le sue truppe, fece vela verso il paese nemico, sbarcò i suoi soldati e il loro equipaggiamento, diramando poi l’ordine di bruciare tutte le imbarcazioni.

Rivolgendosi ai suoi uomini prima della battaglia disse loro:

Vedete bene che le barche sono in fumo. Ciò significa che non possiamo più andarcene vivi da queste sponde, se non in caso di vittoria!

Non abbiamo scelta: vincere o morire!

 

L’evento storico

27 anni dopo la scoperta del Nuovo Mondo, il famoso “Conquistador” Hernán Cortés approdò, in nome del re Carlo I di Spagna, sui litorali di Vera Cruz, Peninsula dello Yucatan.

Alla testa di un modesto esercito di 500 unità (più 100 marinai) ma comunque determinato a sottomettere l’impero azteco, Cortés adottò questo metodo insolito ma estremamente efficace per motivare i suoi uomini:

Succeed or die.

Vincere o morire.

Vinsero.

Brucia le navi

 

Il significato

“Bravo Carletto, bella lezioncina di storia, ma cosa vuol dire tutto questo in concreto?”

Te lo spiego subito.

La sfida, l’urgenza, le situazioni in cui siamo messi realmente spalle al muro senza alcuna possibilità di fuga, ci intimidiscono.

Come negarlo?

Allo stesso tempo, però, ci obbligano a dare, senza alternativa, il meglio di noi stessi.

Proprio in queste situazioni riusciamo spesso a realizzare prestazioni che ritenevamo impossibili.

Pensiamoci due secondi dopotutto.

Troppo spesso ci culliamo beati nella nostra zona di comfort.

Ci adagiamo beatamente sicuri dell’esistenza di un piano B, di una possibilità di fuga, della presenza delle nostre navi sulle quali salpare alla prima minaccia ravvisata.

In questo modo non solo non sfruttiamo appieno il nostro potenziale, ma al contrario diventiamo vittime assueffate di un morbido e rassicurante torpore.

Un torpore che ci trattiene nella sicurezza in cui ci siamo comodamente adagiati.

Ora, non voglio suonare eccessivamente romatico ma ci tengo a mettere in chiaro una cosa.

È dalle sfide che viene forgiato il nostro carattere.

È dalle difficoltà che viene plasmata la nostra forza di volontà.

È dagli scogli della vita che si ottengono gli insegnamenti più preziosi.

Sapere di avere a disposizione un piano di fuga in caso di pericolo ci distrae dal risultato finale.

Non è forse vero?

Finiamo con l’adottare un approccio del tipo :

“Io ci provo, poi se va male posso sempre…”.

Non c’è bisogno che ti dica io che una simile predisposizione è un tantino limitante.

Ma quando invece bruciamo le nostre navi, quando siamo costretti in un angolo, totalmente fuori dalla nostra zona di comfort, allora sì, diventiamo davvero in grado di sorprendere noi stessi.

Lascia allora che te lo chieda.

Cosa faresti se, da ora in avanti, a navi bruciate, non potessi più permetterti di fallire?

Quali sarebbero le tue azioni e le tue abitudini se farcela non fosse più un’alternativa ma un obbligo?

Le domande che ci poniamo danno forma e direzione alla nostra esistenza.

Ricordiamolo sempre.

Un abbraccio,

Carlo

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