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Come definire un obiettivo in pochi semplici passi

Se non sai dove vai nessuna strada ti condurrà da qualche parte.

Henry Kissinger

Poniamoci una domanda.

Abbiamo la reale consapevolezza di quali siano i nostri obiettivi?

Sappiamo esattamente dove vogliamo arrivare e quali siano i nostri traguardi?

In questo articolo vedremo una semplice strategia per definire un obiettivo in pochi semplici passi.

 

Aree di vita

 

Per definire un obiettivo è molto utile classificare la nostra vita in aree.

E personalmente di aree ne ho individuate cinque.

  1. Formazione e carriera
  2. Finanze
  3. Amore e relazioni
  4. Salute e benessere psico-fisico
  5. Passioni e tempo libero

Come procedere quindi?

Come per ogni viaggio prima di partire dobbiamo sapere esattamente dove siamo.

Dobbiamo acquisire piena consapevolezza di dove ci troviamo in questo momento all’interno di ciascuna area.

Se vogliamo incrementare le nostre entrate finanziarie dobbiamo sapere quali sono le nostre attuali disponibilità.

Se vogliamo perdere  peso dobbiamo sapere dove punta in questo esatto momento l’ago della bilancia.

Se vogliamo aumentare la nostra media dei voti dobbiamo sapere quali cosa spunta adesso nel libretto universitario.

Solo sapendo qual è il nostro punto di partenza saremo in grado di poter misurare ogni progresso.

Se non si può misurare qualcosa, non si può migliorarla.

Lord William Thomson Kelvin

Saremo quindi in grado di attribuire un grado di soddisfazione ad ognuna delle nostre cinque aree di vita, impiegando una scala che va da 1 a 10.

Lo scopo è quello di capire quanta distanza effettivamente intercorra tra dove siamo e dove realmente vorremmo essere.

Capire quindi quanta strada dobbiamo attraversare per giungere dal punto A, nostra attuale situazione, al punto B, nostro traguardo.

 

Definiamo  l’obiettivo

 

Se non siamo quindi pienamente soddisfatti di una particolare area della nostra vita dobbiamo porci un paio di semplici domande.

  • Come dovrebbe essere questo quadrante della mia vita perché io, invece, ne sia pienamente soddisfatto?

O ancora meglio,

  • Qual è la mia vita ideale sotto una prospettiva finanziaria, lavorativa, relazionale ecc.?

Rispondendo a queste domande avremo inquadrato il nostro personale traguardo da raggiungere in ogni area di vita.

Dobbiamo scrivere questo traguardo.

Scriverlo vorrà dire fissarlo, renderlo reale, tangibile e quindi raggiungibile.

Una penna mal funzionante è comunque meglio della mente più brillante.

Non dimentichiamo però una cosa.

Un obiettivo è solo una meta.

Dietro si celano un processo e un insieme di abitudini , anche scomode, che non tutti sono disposti a sopportare.

Ancora oggi cerchiamo l’idea di business vincente e milionaria, disconosciuta ovviamente agli altri sette miliardi di abitanti del pianeta, in grado di farci fare soldi subito.

Desideriamo il click sul banner pubblicitario vincente che ci regalerà all’istante sei iPhone X e una Porsche Caiman.

Vogliamo la landing page ipnotica e perfetta per vendere quattro cagate senza valore sul nostro sito e diventare ricchi in due giorni. 

La brutta notizia del giorno è questa:

La pillolina magica in grado di regalare l’ambita ricompensa all’istante non esiste.

Per raggiungere un traguardo occorre rispettare un processo, o meglio, un piano di azione.

 

Piano di azione

I veri problemi della vita sono sostanzialmente due: 1. Non sapere cosa si vuole. 2. Sapere cosa si vuole ma non come ottenerlo.

Steven Snyder

Definito il nostro obiettivo dobbiamo definire un piano di azione.

Si tratta di identificare quella sequenza di azioni in grado di condurci dal punto A, nostra situazione di partenza, al punto B, nostro traguardo.

Dobbiamo entrare nell’ottica che non si raggiunge un obiettivo realizzando il progetto in sé, ma compiendo le azioni parte del progetto, una dopo l’altra e giorno dopo giorno.

I risultati dei nostri sforzi, però, all’inizio sono spesso piccoli, effimeri, se non impercettibil.

E quindi cosa succede?

Semplice.

Molliamo la presa, ci riaccontiamo le solite favole. Che quanto facciamo non serve a niente, che non siamo portati per quella cosa. Diciamo frasi come “Ma chi me lo fa fare?”, ecc. ecc.

Meglio quindi spaparanzarsi sul divano e guardare il GF Vip.

Familiare questo quadretto?

In questi casi dimentichiamo però una cosa.

Dietro il raggiungimento del successo si cela un processo fatto di abitudini.

Si cela una sequenza di azioni ripetute giorno dopo giorno, con costanza, anche quando i risultati non arrivano subito.

Sarà questa sequenza di azioni a regalare nel medio-lungo termine l’ambita ricompensa.

Ed è quello che ho provato sulla mia stessa pelle lavorando giorno dopo giorno, non-importa-chi-non-importa-cosa, su questo blog.

Avere un piano di azione e la consapevolezza del processo è fondamentale.

Sarà la nostra forza di volontà a farci andare avanti anche quando i risultati mancheranno, le difficoltà aumenteranno, e la motivazione iniziale si sarà dissipata.

Detto questo, per non demordere o avvilirci di fronte ad un obiettivo ancora distante, ci viene in aiuto un’altra preziosa tecnica.

 

Scomponiamo l’obiettivo

Non sarò uno dei tanti che possono, sarò uno dei pochi che ce la fa.

Tony Robbins. Soldi. Domina il gioco.

Dobbiamo scomporre la nostra meta in obiettivi di breve, medio e lungo termine.

I soli obiettivi di lungo termine potrebbero infatti apparire troppo lontani o difficili da raggiungere, suscitando in noi insicurezza, scarsa forza di volontà, procrastinazione.

Perseguire step intermedi di breve e medio termine rappresenta un grosso aiuto per ogni area della nostra vita, compreso lo studio.

Ci sprona a non abbandonare il nostro piano di azione, e ci permette anche di festeggiare i piccoli risultati intermedi di volta in volta conseguiti.

 

Per concludere

Questa è una piccola ma valida strategia volta a portare chiarezza (e soprattutto sicurezza) sui traguardi che vogliamo realmente raggiungere in ogni area della nostra vita.

Ed è su questa che baso, in maniera ancora più dettagliata, la definizione dei miei obiettivi annuali.

Detto ciò, dal momento che come abbiamo detto un progetto altro non è che una sequenza di azioni idonea a condurci dal punto A, dove siamo ora, al punto B, dove realmente vorremmo essere, tocca adesso a noi rimboccarci le maniche ed agire per raggiungere i nostri traguardi.

Buon lavoro quindi, e in bocca al lupo 😉

Al prossimo articolo,

Carlo

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