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Come diventare migliori in quello che amiamo fare

L’apprendimento è un tesoro che seguirà il suo proprietario ovunque.

Proverbio cinese

“Cosa è che mi fa più paura?”

Ci siamo mai posti questa domanda?

Siamo mai stati sinceri con noi stessi al riguardo?

Io me la sono posta e la risposta nel mio caso è stata semplice:

Ciò che mi fa più paura è l’assenza di cambiamento. 

La stagnazione. La noia.

Fare la stessa identica cosa per anni, solito lavoro, solite cose, solite attività, solite conoscenze, senza progresso alcuno.

Mi fa paura quella che Tim Ferriss, nel suo bestseller 4 ore alla settimana (lettura consigliatissima), definisce disturbo da carenza di avventura.

Lavorare fino alla morte trascorrendo una vita senza traiettoria nella più totale monotonia, senza mai lottare per i propri traguardi.

Dove voglio arrivare?

Perché questo curioso preambolo?

Te lo spiego subito.

L’ispirazione per l’articolo di oggi viene da un interessante Ted Talk dal titolo “Come diventare migliori in quello che amiamo fare?”.

Il concetto chiave di questo Ted Talk è semplice.

Le persone che sfuggono alla stagnazione, che progrediscono in ogni area della propria vita sino a raggiungere il successo, hanno l’abitudine di alternare due fasi principali.

La fase di apprendimento e la fase di esecuzione.

Vediamo subito di cosa si tratta 😉

 

Fase di apprendimento

Nella fase di apprendimento indirizziamo la nostra attenzione verso ciò che ancora non padroneggiamo al meglio.

Tramite la pratica deliberata affrontiamo nuove sfide che fuoriescono dalla nostra zona di comfort, consapevoli di andare incontro ad errori dai quali ottenere preziosi feedbacks.

E qui viene la cosa interessante.

Sarà proprio grazie a tali errori, e alle conseguenti riflessioni che ne faremo, che saremo in grado di migliorare le nostre specifiche abilità.

Questa fase, quindi, se da un lato lascia inevitabilmente spazio ad un certo margine di sbagli e passi falsi, dall’altro conduce, nel medio-lungo termine, ad un progressivo e continuo miglioramento.

 

Fase di esecuzione

Nella fase di esecuzione, al contrario, riversiamo la nostra attenzione su ciò che sappiamo già padroneggiare al meglio, cercando di non compiere errori.

In questa fase l’obiettivo è quello di fornire la migliore prestazione possibile senza compiere passi falsi.

Dobbiamo dare la migliore performance e garantire la riuscita del risultato.

Dobbiamo fornire il miglior prodotto o servizio possibile.

 

La differenza tra le due fasi

La fase di apprendimento quindi massimizza i nostri progressi ed in questo modo la qualità delle nostre performance future.

La fase di esecuzione invece massimizza le nostre performance attuali.

La ragione per la quale non riusciamo a diventare migliori in una data area della nostra vita è quindi chiara:

Spendiamo troppo tempo esclusivamente nella fase di esecuzione, all’interno di una continua, lenta, inesorabile, stagnante routine, trascurando la fase di apprendimento.

Ironicamente questo comporta nel lungo termine anche una penalizzazione delle performances nelle quali ci consideriamo già esperti.

Quando si smette di crescere, si incomincia a morire.

William Burroughs

Attenzione però.

Questo non vuol dire che la fase di execution sia meno importante.

Ci sono infatti momenti in cui compiere errori non è minimamente accettabile e bisogna rendere la massima prestazione possibile.

Prendiamo come esempio il campo medico e pensiamo ad un importante operazione chirurgica nel corso della quale non è di certo consigliabile sperimentare azzardate manovre dalle quali acquisire nuovi feedbacks.

E questo esempio vale per ogni ambito della nostra vita.

 

Come innescare la fase di apprendimento?

Sarà prima di tutto necessario avere un chiaro traguardo da raggiungere dal quale scaturisca la volontà non solo di agire ma anche di imparare.

Dobbiamo circondarci di persone di cui ci fidiamo, di supporto e ambiziose, indirizzate verso i medesimi traguardi, con le quali poter avviare un confronto ed un dialogo reciprocamente costruttivo.

Ancora più importante sarà acquisire nuove conoscenze tramite libri, corsi, seminari, webinar, infoprodotti, workshops, e qualsiasi altra forma di apprendimento coerente coi nostri obiettivi.

L’apprendimento, abbiamo già detto, è qualcosa che va ben oltre il conseguimento della laurea.

Dobbiamo anche dedicare giusti spazi dedicati alla nostra personale riflessione.

Dopo una performance nel corso della quale abbiamo compiuto errori dobbiamo sempre chiederci in che modo avremmo potuto evitarli e trarne le dovute conclusioni.

In sintesi per diventare migliori occorrono pochi semplici passi:

Agiamo>Riflettiamo>Correggiamo>Agiamo di nuovo .

Agiamo fuori dalla nostra zona di comfort.

Sbagliamo. Riflettiamo sui nostri errori.

Traiamone le giuste conclusioni e proviamo di nuovo, proviamo meglio.

La fiducia in sè stessi è data dall’apprendimento continuo.

Eduardo Briceño

Ci leggiamo al prossimo articolo.

Un abbraccio,

Carlo

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