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Come evitare le distrazioni dello smartphone

Evitare distrazioni smartphone

Ho letto di uno che ha lasciato a casa lo smartphone per un giorno intero ed è stato catapultato in un mondo parallelo chiamato realtà.

Comeprincipe, Twitter

Sarò sincero.

Per tanti anni ci sono cascato anche io.

Mentre studiavo, mentre lavoravo, mentre mi allenavo, lui era sempre lì.

Sì, esatto.

Parlo proprio di lui.

Lo smartphone era in ogni momento accanto a me, pronto a catturare la mia attenzione.

Le continue distrazioni dello smartphone d’altra parte non ci permettono di ottenere in maniera piena i risultati che inseguiamo.

Nello studio, nel lavoro, ed in qualunque altro ambito.

Ed in questo breve articolo faremo quindi una cosa.

Parleremo di una semplicissima tecnica per far fronte a questo diffusissimo problema.

Una tecnica che conosciamo già tutti, e che tutti puntualmente sottovalutiamo.

Ma partiamo dall’inizio.

 

Continue distrazioni

Evitare distrazioni smartphone

Quante volte ci è capitato?

Quante volte ci siamo cascati?

Stiamo lavorando, stiamo studiando, stiamo facendo sport.

E all’improvviso sale una tentazione.

Quella di prendere il nostro smartphone.

Quella di vedere se c’è qualcosa di nuovo.

Nuovi likes, nuovi commenti, nuovi post diverenti, nuove feed interessanti.

E ti spiego subito il perché.

Si tratta di un meccanismo dopaminergico.

La dopamina, l’ormone dell’euforia, ci spinge a tentare la sorte, un po’ come avviene nel gioco d’azzardo.

Lanciamo continue occhiate allo schermo dello smartphone per inseguire la ricompensa.

“Wow. Qualcuno mi cerca. Vediamo chi è”

“Vediamo se sono arrivati nuovi likes”

“Vediamo se tizia è online”

Queste le vincite.

Queste le ricompense che producono in noi un momentaneo ed effimero senso di piacere.

In Silicon Valley non sono dopotutto fessi, anzi lo sanno bene.

Producono app colorate, giochini divertenti, notifiche allettanti al solo scopo di richiamare la nostra attenzione.

“Guarda un po’. C’è una nuova notifica. Perché non vieni a controllare? 😉

Tutto questo alimenta la nostra dipendenza da smartphone.

Obbediamo ormai quasi istintivamente all’impulso di controllare se c’è qualcosa di nuovo.

Nemmeno vi riflettiamo più.

E così succede che all’improvviso molliamo quando stiamo facendo per cedere a questa tentazione.

Interrompiamo e ricominciamo più e più volte il nostro lavoro.

Ma non è finita qui.

Quando alla fine decidiamo di prenderci una pausa cosa facciamo?

Ci rilassiamo?

Mangiamo un buon frutto e mettiamo in pausa il cervello?

Facciamo due passi?

Ovviamente no.

Ci precipitiamo di nuovo subito sullo schermo dello smartphone.

Scorriamo tra le feed dei social.

Controlliamo i messaggi.

Cazzeggiamo su whatsapp.

Navighiamo senza meta su internet.

Insomma, lo abbiamo intuito.

In quel momento non stiamo facendo pausa.

Il nostro cervello è più attivo che mai e sta continuando a lavorare.

Se era già in pappa dopo una sessione di lavoro o di studio (e di interruzioni social), ora lo stiamo solo sovraccaricando ancora di più.

Stiamo continuando ad assimiliare informazioni.

E qui arriviamo al punto.

 

La soluzione sbagliata

Evitare distrazioni smartphone

A un certo punto ce ne accorgiamo.

Stiamo facendo tutto tranne che rimanere concentrati sul lavoro.

Stiamo cedendo alle distrazioni e siamo ancora lontani dal concludere quanto dovremmo fare.

E come reagiamo quindi?

Cosa facciamo quando decidiamo che il telefono non dovrà più distrarci?

Semplice.

Prendiamo il nostro smartphone, lo mettiamo in modalità silenzioso, lo posiamo sul tavolo a display in giù e cerchiamo di concentrarci sulla nostra attività.

Non è forse così? 😉

Ora lascia che ti dica una cosa.

Questa soluzione non è tanto diversa dal mettere sul tavolo un pacchetto di sigarette dinanzi una persona in astinenza da nicotina.

Il motivo è anche semplice ed è legato a quanto appena visto.

Lo smartphone produce in noi una forte tentazione.

Ci mette sotto pressione.

O vi cediamo o vi resistiamo.

Una interessantissima ricerca pubblicata nel 2004 dal Journal of Social Psychology ha dimostrato una cosa.

Il fatto di avere il telefono sul tavolo, pur non usandolo, cattura la nostra attenzione e così facendo penalizza le nostre performance cognitive.

Mi spiego.

Il fatto stesso di chiederci se in quel momento stiamo ricevendo notifiche, quali potrebbero essere, e di resistere alla tentazione di dare un’occhiata, distoglie le nostre energie.

Allontana il nostro focus dal compito che in quel momento dovremmo eseguire con la più assoluta concentrazione.

Chiaro?

Bene.

Cosa dobbiamo fare allora?

Come è meglio comportarci?

Te lo spiego subito io.

 

La soluzione giusta

Evitare distrazioni smartphone

Sarò chiaro.

La soluzione migliore per non farci più distrarre dal telefono è anche la più semplice.

Dobbiamo mettere lo smartphone totalmente da parte.

Allontanarlo da noi.

Dimenticarlo.

In poche parole dobbiamo applicare il principio “out of sight, out of mind”.

Lontano dalla vita, lontano dalla mente.

Semplice vero?

Eppure quanti di noi lo fanno?

Pochissimi.

Ti darò anche un esempio “live”.

Mentre scrivo questo post dal giardino di casa mia lo smartphone è rimasto in tutt’altro angolo della casa.

(Ora che ne sto parlando magari ammetto che mi è tornato un po’ in mente 😉 )

Il punto è che dobbiamo allontanare ogni possibile tentazione.

Zero tentazioni e zero distrazioni.

Questa tecnica funziona e ci permette di dedicarci in maniera completa al nostro compito.

Lo noterai tu stesso.

Allontanando e dimenticando completamente il nostro smartphone i risultati sul piano della produttività saranno nettamente migliori.

Impariamo dunque a dedicarci con assoluta concentrazione quando studiamo o lavoriamo, e a prenderci una chiara pausa quando dobbiamo far riposare per un attimo il cervello.

Sull’argomento sono sicuro troverai anche molto interessante la tecnica del pomodoro 😉

Bene.

Con questo è tutto.

Ci leggiamo negli altri articoli del blog.

Un abbraccio,

Carlo

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