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Comportati come la persona che vuoi essere

Comportati come la persona che vuoi essere

Devi aspettarti grandi cose da te stesso, prima ancora di farle.

Michael Jordan

Te lo prometto.

Questo articolo sarà molto interessante.

Anzi, ti dirò di più.

Avrà un fortissimo impatto su come guideremo da oggi in poi le nostre giornate 😉

Per cominciare lascia che ti chieda una cosa.

Quante volte hai sentito frasi di questo tipo:

Agisci come la persona che vuoi essere.

O magari la variante inglese:

Fake it till you make it.

Tante vero?

E sono sicuro che le hai subito etichettate come le classiche frasi motivazionali prive di alcuna sostanza.

Eppure ti dirò.

Hanno un grosso fondamento scientifico e possono realmente segnare una svolta nella nostra vita.

Seguimi e capirai il perché.

 

Un cervello che predice

Comportati come la persona che vuoi essere

Forse non lo sai.

Il nostro è un cervello predittivo ancor prima che reattivo.

Mi spiego.

Il nostro cervello non si è evoluto per reagire agli eventi nel solo momento in cui si verificano.

Al contrario il nostro cervello si è evoluto per immaginare il possibile futuro scenario dietro l’angolo e prepararsi di conseguenza.

Usando le parole della psicoanalista Regina Pally:

Secondo la neuroscienza, ancora prima che gli eventi accadano, il cervello ha già sviluppato una previsione su ciò che è più probabile che succeda.

Mette così in moto quelle percezioni, quei comportamenti, quelle emozioni, quelle risposte fisiologiche e quelle modalità di relazionarsi che meglio si adattano a ciò che è previsto.

Questo, in passato, ha permesso ai nostri antenati di adattarsi tempestivamente ad un cambiamento, ad una minaccia o ad un pericolo.

Gli ha permesso di mettersi in guardia ancor prima che determinati eventi si verificassero, aumentando così le possibilità di sopravvivenza.

Bene.

Cosa importa a te tutto questo, ti starai chiedendo.

Come si traduce in pratica oggi nella vita di tutti i giorni?

Te lo spiego subito 😉

 

Identità

Comportati come la persona che vuoi essere

Lo abbiamo appena detto.

Il nostro cervello prima immagina e dopo assume quelle risposte comportamentali, fisiologiche, ed emotive che meglio si adattano all’immagine che ha creato.

Bene.

Parlando di immagini chiediamoci adesso una cosa.

Qual è l’immagine che in questo momento abbiamo di noi stessi?

Qual è, in poche parole, la nostra identità?

Il modo in cui vediamo noi stessi in questo esatto momento determinerà il modo in cui ci comporteremo nel corso delle nostre giornate.

Esatto, hai capito bene.

L’immagine che abbiamo di noi stessi, e quindi la nostra identità, determina i nostri comportamenti, le nostre emozioni, le nostre percezioni, le nostre abitudini, il nostro tono di voce, il nostro linguaggio del corpo, il modo in cui ci relazioniamo.

Vediamo un semplice esempio.

C’è una bella differenza tra avere un’identità come questa:

  • Sono un neolaureato che si fa qualche soldo consegnando le pizze e che, se tutto va bene, spera un giorno di essere un imprenditore.

e questa:

  • Sono un imprenditore che al momento raccoglie soldi per il proprio business consegnando pizze.

Nel primo caso l’identità che abbiamo creato per noi stessi è quella di un lavoratore precario che spera, un giorno, di mettere in piedi un’attività.

Questa nostra identità si rifletterà nel nostro modo di pensare e nei nostri comportamenti.

Il risultato sarà lo status quo, la paralisi, l’assenza di cambiamento.

Il secondo caso però è diverso.

Nel secondo caso il nostro cervello percepisce un’immagine diversa, quella di un imprenditore, e avverte la dissonanza con la realtà.

Cosa fa quindi?

Te lo dico io.

Si adatta.

Mette in moto quelle risposte comportamentali, percettive, relazionali fino a quando il divario tra realtà (consegno pizze) e immagine (sono un imprenditore) non sarà stato colmato.

In sintesi:

Non cominciamo a comportarci in un certo modo dopo aver raggiunto un dato risultato.

Al contrario raggiungiamo un dato risultato perché, avendo quell’immagine in testa, abbiamo cominciato a comportarci in un certo modo.

 

 

Scegliamo la nostra identità

Comportati come la persona che vuoi essere

Afferrato?

Uno strumento potentissimo quello dell’identità, non è vero?

Adesso poniamoci però queste domande.

Chi sono io?

Qual è la mia identità?

Altro esempio:

Sono un autista che spera un giorno di diventare un autore e pubblicare un libro?

O sono un autore che al momento si mantiene e raccoglie risorse attraverso un lavoro da autista?

Con una identità come la prima, come abbiamo visto, siamo e resteremo degli autisti.

Scelta rispettabilissima sotto ogni punto di vista.

Ma se non è questo quello che realmente vogliamo alla lunga dovremo fare i conti col peso del rimpianto.

Nel secondo caso il discorso cambia.

Nel secondo caso la nuova identità che abbiamo in mente ci porterà a realizzare tutto ciò che è necessario per tradurre quell’immagine in realtà.

Il tutto dapprima a livello conscio con domande come:

Ehi sono un autore. È normale che nel mio poco tempo libero dopo lavoro io non faccia altro che guardare serie TV su Netflix? Cosa farebbe davvero un autore?

Quando l’immagine sarà stata interiorizzata nel nostro subconscio, bé, li comincerà la magia.

La nostra identità guiderà le nostre giornate.

Adotteremo le giuste decisioni e le giuste abitudini, in linea con la nostra identità in maniera fluida e spontanea, senza nemmeno prestarvi più caso.

Chiediamocelo quindi.

Qual è la mia identità?

Spero l’articolo sia stato utile.

Un abbraccio,

Carlo

 

Risorse consigliate

Unscripted

Quando si tratta di crescita finanziaria non ci sono in giro libri migliori di quelli di MJ De Marco.

All’interno del suo ultimo capolavoro, tra le tante perle, è anche affrontato il tema dell’identità.

Straconsigliato.

 

Search Inside Yourself

Libro colpevolmente ancora sottovalutato in Italia.

A mio avviso rappresenta uno dei migliori su Mindfulness ed intelligenza emotiva, ed è proprio da questo libro che ho tratto ispirazione per questo articolo.

Lo consiglio fortemente.

 

 

 

 

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