Loading...

Coronavirus. Rischio o opportunità

Coronavirus

Dietro ogni problema c’è un’opportunità.

Galileo Galilei

Un articolo difficile.

Non potrei definirlo altrimenti.

Non è mai semplice, in una situazione buia come quella che stiamo vivendo, offrire un punto di vista alternativo.

Una visione ottimista, che ci spinga a trarre il massimo anche da questo periodo difficile.

Ma ci proverò e spero che quanto leggerai sarà di aiuto, conforto e ispirazione.

Come trasformare dunque anche la diffusione di un’epidemia, un momento di paralisi collettiva, in un’occasione di crescita personale e professionale?

Scopriamolo assieme.

 

Necessario preambolo

Coronavirus

Metterei da subito una cosa in chiaro.

Non siamo qui a parlare di coronavirus da un punto di vista medico-sanitario.

Non mi permetterei mai.

Non ne ho semplicemente le competenze.

Mentre nelle ultime settimane saputelli da tastiera, medici improvvisati, esperti scienziati dell’ultima ora hanno urlato sui social ognuno la propria soluzione al contagio, la verità rimane una.

La parola spetta sempre a chi possiede una vera preparazione tecnica.

Medici, infermieri, virologi, personale sanitario specializzato.

A loro, per gli enormi sacrifici che svolgono in questo periodo, va il nostro plauso ed il nostro ringraziamento.

Ed il miglior modo che abbiamo per ringraziarli è rispettare ed attenerci alle loro raccomandazioni.

In questo articolo mi rivolgo dunque a chi, attenendosi a disposizioni mediche e ordinanze governative, pur non presentando fortunatamente sintomi, è rimasto confinato a casa.

Si trova a vivere in una sorta di limbo in cui non sa cosa sia più giusto fare.

Ma, per quanto incerto, anche questo tempo è prezioso e può essere usato al meglio.

 

Su cosa abbiamo il controllo?

Lo abbiamo detto tante volte in questo blog.

Problemi, intoppi, rotture di balle, situazioni difficili sono parte della vita.

Sono possibili già per il solo fatto che siamo qui ed esistiamo.

Sul serio, c’è poco da fare.

Viviamo in un mondo complesso e gli intoppi sono all’ordine del giorno.

Alcuni di questi problemi sono anche particolarmente tosti e non dipendono strettamente da noi.

Non avremmo potuto evitarli in alcun modo.

Qualche esempio?

Un lutto, un terremoto, l’eruzione di un lontano vulcano in Islanda che fa sballare il traffico aereo internazionale, o anche un virus dal nome strano che dalla Cina raggiunge l’Italia e ci costringe a vivere in autoisolamento.

Mi segui?

Tutte queste sono variabili che non possiamo controllare.

Eventi accaduti i quali diviene inutile martellarsi il cervello e rimuginare su come le cose sarebbero potute andare diversamente.

La solita sfiga di sempre.

Ma perché capitano tutte a me?

Pure il coronavirus! Bell’inizio di merda per il 2020.

Le solite frasi che ci sorgono in mente dinanzi un problema.

Parole che alimentano disfattismo e ci abituano a credere che resteremo impantanati per sempre.

Ma se c’è una cosa che ho capito nel corso degli anni è questa.

La qualità della nostra vita dipende dalla qualità delle domande che ci poniamo.

E di fronte agli stessi problemi che stiamo vivendo noi, epidemia da coronavirus compresa, una minoranza di persone si porrà domande differenti.

Cosa sono in grado di controllare?

Come posso rendere fruttuosa questa fase di stallo?

Come posso trasformare il problema in opportunità?

 

Formazione

Coronavirus

E così succede questo.

Confinati tra le mura domestiche molti di noi vivono nell’attesa di tempi migliori.

Vivono una routine giornaliera fatta di apprensione, news, telegiornali.

Un costante sguardo ai numeri di contagiati e deceduti, di fronte ai quali, per quanto possiamo preoccuparci, rimaniamo comunque impotenti.

Il tutto smorzato da abbondante intrattenimento televisivo per annebbiare la mente e dimenticare per un attimo.

Altri invece fanno ben altro.

Vogliono mettere a frutto questi momenti.

Vogliono portarsi avanti.

Vogliono costruire un vantaggio competitivo sul quale poter contare quando le cose torneranno normali.

E quindi continuano a formarsi.

Leggono libri che la maggior parte delle persone, incollata su Instagram, non legge.

Decidono di cominciare a studiare una nuova lingua, frequentare un corso online, o magari di rivedere (in maniera seria) il proprio personal brand sui social, a partire da un più professionale profilo LinkedIn.

Vogliono perfezionare il proprio metodo di studio nell’attesa che riaprano l’università, o magari apprendere nuove skills che possano distinguerli rispetto all’oceano di candidati che vantano in bacheca la loro stessa laurea.

Digital marketing, coding, copywriting, lingue straniere, data analysis e così via.

La scelta per portarci avanti, continuare a formarci, non rimanere immobili, è potenzialmente illimita.

Il tempo, d’altra parte, rimane esattamente uguale per ognuno di noi, giorno dopo giorno.

Anche in questo contesto di incertezza possiamo scegliere o di scialacquarlo via o di usarlo in maniera virtuosa.

 

Riflessione

Coronavirus

Diciamoci la verità.

Lo stile di vita odierno ci porta ormai a muoverci alla velocità della luce.

Corriamo ogni santo giorno dell’anno in preda al tran tran quotidiano.

Il lavoro, gli amici, l’aperitivo con i colleghi, il calcetto del giovedì, la famiglia, la passeggiata al parco la domenica, in cinema con la fidanzata, le commissioni, le poste e così via.

Non siamo più noi a controllare la nostra agenda ma è diventata la nostra agenda a controllare noi.

Obbediamo ciecamente ad una routine che non ci permettiamo più di mettere in dubbio.

Ci ritroviamo in questo quadretto?

Bene.

L’occasione di questo periodo diventa dunque chiara.

Quella di costringerci a premere il tasto pausa.

Quella di permetterci di recuperare uno spirito riflessivo che, a causa della frenesia quotidiana, abbiamo smarrito.

Approfittiamo dunque di questo periodo per porci domande scomode.

Dove mi sta conducendo questo stile di vita?

Trascorro il mio tempo con le persone che vorrei frequentare?

Quali sono i miei obiettivi?

Sono sulla strada giusta o dovrei cambiare qualcosa?

Domande scomode, lo abbiamo appena detto.

Domande che rischiano di far crollare il nostro castello fatto di certezze.

Ma sono anche le stesse domande che, dopo la smarrimento iniziale, ci permetteranno, se necessario, di correggere la traiettoria della nostra vita.

Ci proteggeranno da futuri rimpianti.

Approfittiamo dunque di questo periodo di pausa per fare chiarezza.

 

Progetti

Coronavirus

C’è un altro importante motivo.

Questo periodo di stallo ci permette finalmente di dedicarci a quei progetti che abbiamo sempre rimandato.

Già.

Proprio così.

Tra autoisolamento, sospensione del lavoro o smartworking, ci ritroviamo all’improvviso con un’enorme quantità di tempo libero tra le mani.

Tempo libero che, se usato nel modo giusto, può essere impiegato per costruire qualcosa di straordinario.

Del lato formativo abbiamo già parlato più sopra.

Qui parliamo della fase di esecuzione.

Della concretezza dei progetti.

Che si tratti di aprire un canale Youtube, scrivere un libro, avviare un blog o un sito web, o anche condidere le nostre competenze professionali sui social.

Che si tratti di accrescere il nostro personal branding, comunicare con l’esterno, acquisire maggiore dimestichezza con la videocamera e raccontare agli altri chi siamo, cosa facciamo e che valore siamo in grado di fornire.

All’improvviso non abbiamo più scuse.

Se prima eravamo incapaci di organizzare il nostro poco tempo libero e, tornati a casa dal lavoro, ci ritrovavamo sempre esausti, adesso non abbiamo veramente più attenuanti.

Dedichiamoci a quello che abbiamo sempre rimandandato.

Cominciamo a lavorare sui nostri progetti laterali.

Mettiamo dentro effort, passione, impegno e spirito di sacrificio.

Il successo non è mai garantito, questo è vero.

Ma questa non deve essere una scusa per non provarci nemmeno.

 

Investimenti

Coronavirus

Ti darò un dato che fa rabbrividire.

Oggi, giorno in cui ho scritto questo articolo, la borsa di Milano ha perso un devastante 17%.

Miliardi e miliardi andati in fumo in una sola giornata.

Non si era mai arrivati così in basso prima.

E questo mi ha fatto pensare ad un’altra cosa.

Ci ricordiamo del 2008?

Lo scoppio della bolla immobiliare americana, la crisi finanziaria e la grande recessione?

In quegli anni le borse mondiali erano nel panico più totale.

Non c’era più fiducia, ognuno vendeva ed era spaventato.

Tra settembre ed ottobre 2008 il solo indice S&P 500 ha perso a Wall Street il 25,9%.

Durante l’ondata di panico generale una persona, però, stava comprando.

Warren Buffett.

Il più grande investitore al mondo.

Warren, con nervi saldi, stava già scommettendo sulla ripresa dell’economia americana.

Una ripresa che si sarebbe verificata a distanza di anni.

3, 5 o 10 anni poco cambiava.

La ripresa ci sarebbe stata.

Laddove ognuno, in preda al panico, stava svendendo i propri capitali azionari, Warren Buffet stava acquistando.

E il tempo gli ha dato ragione (oltre che immensi guadagni).

Capisci dove voglio arrivare?

Non sono di certo di un consulente finanziario.

Non starò qui a dirti cosa comprare.

Mentre ho la mia piccola esperienza e le mie buone basi di economia e finanza (che diamine, 5 anni di università saranno serviti a qualcosa 😉 ) l’unico suggerimento che qui mi permetto di proporre è lo stesso del grande Warren Buffett.

Abbi paura quando tutti sono avidi, e sii avido quanto tutti hanno paura.

Anche in questo momento di grave crisi sui mercati puntare sulla ripresa a lungo termine è a mio avviso una mossa vincente, sia per l’economia italiana che per il nostro personale portafoglio.

Certo, occorrono nervi saldi e tanta pazienza.

Ma come nella vita in generale anche nel campo degli investimenti non si ottengono risultati straordinari seguendo il gregge e la saggezza convenzionale.

Ragioniamo dunque con la nostra testa, e soprattutto con una visione di lungo termine.

 

Conclusioni

E qui chiudiamo.

Spero dunque l’articolo sia stato utile.

Se hai avuto il tempo e la serenità di leggere fino a qui do per scontato che anche tu rientri tra i fortunati che, ad oggi, non sono stati colpiti direttamente dal virus.

Non stai pagando l’impatto diretto del coronavirus sulla tua salute ma, come tutti noi, solo le conseguenze indirette, per quanto pesanti esse siano.

Anche qui diventa tutta una questione di prospettiva.

Alcuni di noi dinanzi a questo problema risponderanno con “Un’altra sfiga!”.

Altri risponderanno con “Un’altra sfida!”.

Modi diversi di intrepretare la realtà, cui seguono azioni e risultati profondamente differenti.

Tocca a noi decidere come vedere le cose.

Un grosso abbraccio e mai come in questo caso facciamoci forza a vicenda.

Forza Italia.

Carlo

You might also like

No Comments

Rispondi