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Costi sommersi. Ecco come ne soffri già

Costi sommersi

La metà dei problemi della nostra vita deriva dal dire “Sì” troppo in fretta e dal non dire “No” abbastanza presto.

Josh Billings

Ti racconterò una storia personale.

Da piccolino, in estate, facevo spesso una cosa.

Trascorrevo interi pomeriggi in spiaggia davanti i videogiochi del lido.

Tra tutti ce n’era uno di cui ero particolarmente appassionato.

Tekken 3.

Il famoso gioco di combattimento.

Con la mia buona riserva di monete in tasca mi passavo così il tempo assieme ai miei amici.

Una volta, giocando, successe una cosa.

Arrivai quasi alla fine.

Mi mancava da superare solo l’ultimo avversario.

Il più difficile.

E infatti dopo ogni combattimento venivo sistematicamente sconfitto.

Andavo K.O. e vedevo apparire l’inesorabile conto alla rovescia della macchinetta.

GAME OVER.

Inserire nuovo gettone entro 109876

E così inserivo un nuovo gettone.

Ma venivo puntualmente battuto.

E poi ne inserivo un altro ancora.

E poi ancora un altro.

E un altro ancora.

I miei amici mi dicevano di smettere, ma più soldi spendevo e più ero determinato a spenderne.

Non volevo ritirarmi proprio dopo aver già inserito tutte quelle altre monete.

Andai avanti così per un po’ fino a quando, mettendo le mani in tasca, mi accorsi di non avere più niente.

Avevo dilapidato la mia paghetta settimanale in poco meno di mezz’ora.

Allora non lo sapevo ma ero appena caduto nella trappola dei costi sommersi.

“Ah Carlè. Ma che stai dicendo? Chessò sti cosi sommersi?”

Te lo spiego subito 😉

 

Costi sommersi

Costi sommersi

Cominciano con una breve definizione tecnica.

In economia i costi sommersi sono quelle spese già sostenute e che non possono più essere recuperate.

Costi sommersi sono quindi, ad esempio, le spese per ricerca e sviluppo e gli investimenti in marketing.

Tutte cose che non potranno essere rivendute se l’azienda dovesse chiudere i battenti.

Bene.

Allarghiamo adesso lo sguardo alla nostra intera vita.

Per costi sommersi, in senso ampio, possiamo fare riferimento alla nostra tendenza a continuare a investire in qualcosa semplicemente perché vi abbiamo già impiegato energia, denaro e risorse.

In poche parole:

Più soldi investiamo in una cosa e più ci viene difficile dire basta per il semplice motivo che vogliamo dare significato alla spesa già sostenuta.

“Ah Carletto. Ma per chi mi hai preso? Io in ste cose non ci sono mai cascato. Ma figurati.”

Ne sei sicuro?

Vediamo assieme un paio di esempi 😉

Si tratta dello stesso motivo per il quale quando siamo al cinema, anche se un film noiosissimo ci sfracella gli zebedei da più di un’ora, rimaniamo seduti e guardiamo la proiezione fino alla fine.

Diciamo a noi stessi:

“Ho pagato il biglietto e ora rimango qui”.

Si tratta anche dello stesso motivo per il quale al ristorante, pur essendo pieni come una mongolfiera, continuiamo a mangiare.

In quel momento pensiamo “Io questo l’ho pagato”.

Si tratta della situazione in cui, dopo aver smarrito la strada in macchina con la nostra fidanzata accanto, continuiamo a girare a zonzo pur di non chiedere aiuto a qualche passante.

Non vogliamo riconoscere l’errore e ammettere di esserci persi.

È anche lo stesso motivo per cui ci viene  anche così difficile interrompere relazioni che abbiamo mantenuto per anni.

Diciamo a noi stessi che “oramai è passato troppo tempo e non avrebbe senso”.

Chiaro?

Il punto al quale voglio arrivare è molto semplice.

I costi sommersi ci portano spesso a difendere a spada tratta una posizione che sappiamo essere perdente.

Continuiamo a investire tempo ed energie su comportamenti che ci hanno condotto verso un nulla di fatto.

E questo perché non vogliamo ammettere l’errore.

Vogliamo rimanere corerenti.

Si tratta un semplice meccanismo ancestrale radicato nel nostro cervello:

Questa anomalia cognitiva ha radici nei meccanismi sociali che regolano la conservazione della nostra specie: chi è coerente riscuote una grande approvazione sociale perché è considerato onesto e soprattutto affidabile, a differenza di chi invece non lo è.

Andrea Saletti. Neuromarketing e scienze cognitive per vendere di più sul web

Chiaro?

Ma andiamo avanti.

 

Come evitare l’influenza dei costi sommersi

Costi sommersi

Ormai lo abbiamo capito.

I costi sommersi possono condurci in un brutto circolo vizioso.

Ci possono portare a prendere decisioni più in base alle spese passate che in base alla concreta utilità delle opzioni disponibili.

Ci possono portare a insistere in maniera cieca su decisioni passate anche quando palesemente sbagliate.

Ma come sfuggire a questo circolo vizioso?

Come sfuggire alla trappola dei costi sommersi?

Per fare ciò ci saranno essere utili tre semplici tecniche.

Vediamole assieme.

 

Consapevolezza

Si cade nella trappola dei costi sommersi proprio perché non si ha conoscenza di un simile meccanismo psicologico.

Adesso però lo conosciamo.

A mente lucida possiamo guardare verso noi stessi e comprendere se ne siamo caduti vittima.

Acquisita tale consapevolezza sarà più facile distaccarsene.

 

Opinioni

In questo blog ho sottolineato spesso quanto sia importante circondarci di persone di supporto.

Parlo di gente onesta, ambiziosa e con la quale intraprendere un mutuale percorso di crescita.

Queste amicizie possono essere estremamente importanti anche per ottenere un sincero e obiettivo parere.

Avere un amico che, da una prospettiva esterna, ci faccia notare se siamo eccessivamente accaniti su un qualcosa che non darà esito positivo, può essere davvero molto utile.

 

Riconoscere nel fallimento un amico

C’è un bel detto che mi è sempre piaciuto.

When you win you party, but when you lose you ponder.

Quando vinci festeggi, ma quando perdi rifletti.

Cosa vuol dire?

Il fallimento non è lì per spezzare i nostri sogni di gloria.

Il fallimento è lì per impartirci nuovi insegnamenti.

Ti dirò una cosa.

Ammettere di aver sbagliato e saper dire stop al momento opportuno non è motivo di vergogna.

Tutt’altro.

È la presa consapevolezza che la nostra scommessa non era quella giusta ma di aver comunque guadagnato abilità ed esperienze che metteremo al supporto dei nostri futuri propositi.

Il nostro precedente fallimento è solo un’ottima base di partenza su cui costruire i nostri futuri successi 😉

Non dimentichiamolo mai.

Noi ci leggiamo al prossimo articolo.

Un abbraccio,

Carlo

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