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Al Pacino ci insegna a dominare l’ego

Lo ammetto.

Non sono un esperto di cinema.

Non sono nemmeno un navigato conoscitore della cinematografia e, sull’argomento, preferisco sempre ascoltare da chi ne sa più di me.

Ma quando vedo un capolavoro sono in grado di riconoscerlo e tra i pochi film che mi hanno veramente conquistato c’è sicuramente L’avvocato del diavolo.

Di questo film mi ha colpito in particolare una scena.

Un dialogo tra John Milton, interpretato da Al Pacino, e Kevin Lomax, talentuoso avvocato in carriera chiamato a New York a lavorare per lo stesso Milton.

Vediamo assieme la scena che mi ha colpito, che per fedeltà al capolavoro manterrò in lingua originale con una breve traduzione più in basso 😉

Questa la parte importante del dialogo:

  • Milton: Un po’ meno spocchia figliolo, anche se sei bravo, non se ne devono accorgere che arrivi, sarebbe una gaffe amico mio. Devi mantenere un profilo basso, innocuo, sembrare insignificante, uno stronzetto, emarginato, costantemente nella merda… Guarda me: sottovalutato dal giorno della nascita. Tu non mi crederesti mai un padrone dell’universo, non è vero? Tu hai un’unica debolezza a quanto posso vedere.
  • Kevin: E cioè?
  • Milton: L’aspetto. La tua aria da stallone della Florida. “Pardon madame, ho dimenticato gli stivali sotto al suo letto”…
  • Kevin: Mai avuto una giuria senza donne…
  • Milton: Sì, ma cosa ti manca? Ti manca quello che ho io. Per esempio c’è una bella ragazza e ci faccio l’amore, in tutti i modi immaginabili. Dopo di che, lei sta andando nel bagno, ha un’esitazione, si volta, guarda… e vede me. Non ha scopato con un plotone di Marines, solo con me ed ha l’aria di una che si chiede: come cavolo avrà fatto? Con me le donne sorridono come la Gioconda. Sono la sorpresa Kevin. La gente non mi vede arrivare. È questo che ti manca…

 

L’immaginario collettivo

Ora, a parte il linguaggio a tratti colorito di Al Pacino c’è un importante messaggio che trapela da questo dialogo.

E ti spiego subito qual è.

Guardiamoci per un attimo intorno.

Viviamo in una società che tipicamente premia le personalità estroverse.

Parlo delle personalità espansive, dominanti, che amano la luce dei riflettori e stare al centro dell’attenzione

Nell’immaginario collettivo le personalità di successo sono quelle che parlano molto, ostentano, si mostrano sempre padrone della situazione e pronte a decidere per tutti (a prescindere poi dalla reale bontà della decisione presa).

La nostra società, al contrario, svilisce poi la figura delle persone introverse e riflessive.

Persone che, pur amando la compagnia ed avendo una sana vita sociale, mantengono un atteggiamento più pacato.

Persone che ritagliano per se stesse spazi di tranquillità e riservatezza nei quali sviluppare innovazione, creatività e soluzioni ai problemi.

(Bill Gates, Steve Wozniak, e Warren Buffett sono solo alcuni esempi di personalità introverse di estremo successo)

E qui arriviamo al punto:

In una società che tipicamente premia ed esalta le personalità estroverse, sempre pronta ad esporsi e a vendersi, diviene facile auto-promuoversi più del necessario.

Diviene facile credere che sia giusto considerare in maniera esagerata e spavalda la propria persona e le proprie qualità.

Diviene giusto ostentare una presuntuosa sicurezza che non è basata su alcun reale conseguimento.

Un’auto-celebrazione della propria persona che non si fonda su alcuna sostanza.

Finiamo così col diventare un misero fuoco di paglia, conoscendo ascese fulminee seguite da cadute disastrose.

Non dimentichiamo che il tempo è galantuomo e riconosce sempre il reale valore che siamo in grado di creare.

 

Compostezza

Vi sono poi le persone che mantengono un profilo basso.

Persone che non si fanno soggiogare dai successi e dai riconoscimenti che arrivano dall’esterno.

Persone che rimangono focalizzate con umiltà sulle proprie abitudini giornaliere, mantenendo in vita il processo di apprendimento ed educazione.

Queste persone sono consapevoli che la sicurezza nei propri mezzi è acquisita non tanto attraverso una improvvisa spavalderia dettata da qualcuno che ci ha detto di credere di più in noi stessi.

Sanno bene che la sicurezza, al contrario, è acquisita un passo dopo l’altro, tramite l’esperienza.

Queste persone credono che l’autostima sia prima di tutto consapevolezza delle proprie capacità, ma anche dei propri limiti.

 

Lo scopo di questo post

Perché ho scritto questo post allora?

Te lo spiego subito.

La mia speranza è che questo articolo possa ispirarti a trovare il giusto equilibrio tra umiltà e ambizione.

Spero che in un mondo in cui ognuno di noi si auto-elogia oltre misura, esibisce sui social uno stile di vita sfarzoso e irreale, cercando sempre di compiere il passo più lungo della gamba prima di inciampare in maniera rovinosa, tu riuscirai a non farti sopraffare dall’ego e dal narcisismo.

Spero riuscirai a basare la fiducia e la sicurezza che devi giustamente avere in te non tanto su un inconsistente atteggiamento di spocchia ed autoesaltazione, ma sulla vera sostanza e sulle tue reali capacità.

Spero preferirai essere piuttosto che apparire.

Ti lascio con un breve estratto di una delle mie letture preferite.

Ci accingiamo a fare qualcosa. Abbiamo un obiettivo, una vocazione, un nuovo inizio. Ogni grande viaggio comincia qui, eppure troppi di noi non raggiungono la destinazione.

La colpa è spesso dell’ego.

Ci diamo forza con storie fantasiose, fingiamo di avere tutto ben chiaro, siamo come stelle che rilasciano tutta la loro luce subito, per poi spegnersi miseramente; e non abbiamo idea del perché.

Questi sono sintomi dell’ego.

La cui cura sono l’umiltà e il realismo

Ryan Holiday. Ego è il nemico.

Ci leggiamo al prossimo articolo.

Un abbraccio,

Carlo

 

Risorse consigliate

L’avvocato del diavolo. (Main pic of the post is from the Devil’s Advocate Movie/ L’Avvocato del Diavolo) Un capolavoro di film che consiglio caldamente di vedere.

10 Film Imprenditoriali da vedere assolutamente. Ho raccolto in questo post quelli che a mio avviso sono “gli imperdibili” quando si parla di soldi, intraprendenza e ispirazione imprenditoriale.

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