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La stazione giapponese Seiryu Miharashi Eki. L’importanza di fermarsi un attimo

La parola giusta può essere efficace, ma nessuna parola sarà mai efficace come una pausa al momento giusto.

Mark Twain

Lo avrai notato.

Ultimamente ne ho parlato molto all’interno del blog.

In fondo è un argomento che sento parecchio, forse perché per tanto tempo ne sono stato vittima anche io.

Di che parlo?

Parlo della eccessiva frenesia quotidiana.

Parlo del modo sempre più concitato in cui spesso conduciamo le nostre giornate.

Parlo della nostra incapacità di premere, ogni tanto, anche il tasto pausa.

E sull’argomento oggi impareremo qualcosa di molto utile attraverso una bellissima iniziativa giapponese.

Ma prima una piccola riflessione.

 

Tutto di corsa

Seiryu Miharashi Eki

Rivolgiamo uno sguardo a noi stessi.

Alle nostre vite.

Forse ne siamo immersi al punto tale da non riuscire più nemmeno a notarlo.

Ci alziamo la mattina, prendiamo un caffè al volo e rimbalziamo immediatamente da un impegno all’altro.

Attiviamo il pilota automatico e cominciamo a correre.

C’è un’agenda da inseguire.

Ci sono impegni da rispettare.

Riunioni, report, clienti, appuntamenti, scadenze.

Pranzi consumati in fretta e furia prima di ricominciare di nuovo a correre.

Ci dividiamo tra i nostri mille impegni lavorativi e familiari.

Quasi non c’è tempo per riflettere.

Non c’è tempo per una veduta d’insieme.

Non c’è tempo per fermarsi e chiedersi, giorno dopo giorno, dove si sta andando.

Tiriamo dritto e basta.

Nel frattempo succede qualcos’altro.

La società odierna di certo non ci aiuta.

L’overload informativo in cui siamo costantemente immersi ci spinge ad assumere sempre più impegni con noi stessi e con gli altri.

Ads, pubblicità, vocali, notifiche, messaggi, richieste, sponsorizzazioni, proposte, opportunità, incarichi.

Siamo bombardati in ogni istante da un oceano infinito di nuove opzioni, nuove possibilità.

Siamo presi alla sprovvista, vogliamo fare tutto, non vogliamo lasciarci scappare via niente.

Abbiamo paura di perdere un’occasione, la cosiddetta fear of missing out.

E cosi diciamo sempre Sì.

Inseriamo tutto in agenda.

Succede quindi questo.

Siamo sempre più indaffarati, sempre più coinvolti in una corsa della quale non abbiamo più chiara la destinazione.

Perdiamo spesso di vista le nostre priorità, l’obiettivo ultimo, il quadro d’insieme.

Ma non c’è tempo per fermarsi.

Non c’è tempo per processare gli input nella nostra mente.

Chi si ferma è perduto, almeno questo è quello che la società odierna ci porta a credere.

Continuiamo dunque a correre a perdifiato.

 

La stazione giapponese Seiryu Miharashi Eki

Seiryu Miharashi Eki

Pic credit: Gota_Kaze_SH11

Certo.

Non sono dopotutto il primo.

Sull’argomento “pausa in mezzo alla frenesia degli impegni quotidiani” si è già espressa gente ben più autorevole di me.

Il CEO di LinkedIn ad esempio, e lo abbiamo visto in questo intero post.

Oggi vorrei parlarti invece di un semplicissima iniziativa che viene dal Giappone.

Nel sud di questo bellissimo Paese, nella prefettura di Yamaguchi, è stata creata una stazione molto particolare.

La stazione si chiama Seiryu Miharashi Eki, e significa “piattaforma vista fiume”.

La fermata si affaccia infatti sul fiume Nishiki e presenta alcune peculiarità.

Non vi è un’entrata.

Non vi  un’uscita.

Non vi è nemmeno una biglietteria.

In poche parole non si può andare da nessuna parte né fare alcunché.

Si può stare solo fermi lì, sulla piattaforma, e ammirare il panorama mozzafiato.

Il tutto almeno fino a quando non passerà il prossimo convoglio.

Ci accorgiamo dell’utilità di questa iniziativa?

Il messaggio in fondo è chiaro.

In questo modo, per forza di cose, chi sceglie di scendere sceglie anche di evadere dall’incessante ritmo della frenesia quotidiana.

Sceglie di stare per un attimo con se stesso.

Si ferma con il corpo, ma anche e soprattuto con la mente.

L’iniziativa non a caso proviene dal Giappone.

Paese in cui il karoshi, morte per eccessivo lavoro (sì hai letto bene), è un problema molto sentito e non trascurabile.

Nel suo piccolo questa idea mira dunque a trasmettere una filosofia di vita molto chiara:

Ogni tanto fermati, respira, rifletti.

Seiryu Miharashi Eki

Pic credit: Kamogawa Railway

Conclusioni

Spero dunque questa piccola iniziativa nipponica spinga anche a noi occidentali a riflettere.

In mezzo agli impegni, con noi stessi e con gli altri, che dobbiamo giustamente onorare giorno dopo giorno, perché non troviamo anche il tempo di fare una semplice cosa?

Perché non premiamo ogni tanto anche il tasto pausa?

Facciamo questo.

Ritagliamoci qualche istante per guardare le cose nel loro insieme, mettere ordine nella nostra mente, fissare in chiaro le nostre priorità e le nostre ambizioni.

Cerchiamo capire se siamo sulla strada giusta o se c’è da cambiare qualcosa.

Chiediamoci se possiamo eliminare alcuni impegni superflui. Gli stessi che magari abbiamo accettato solo per compiacere amici o colleghi e perché ormai incapaci di dire No.

Domandiamoci come sia meglio gestire il tempo, la nostra risorsa più preziosa, per raggiungere i traguardi che inseguiamo.

Facciamo chiarezza, processiamo gli input nella nostra mente, valutiamo e decidiamo.

Premiamo quindi nuovamente il tasto Play e torniamo a dare il meglio di noi stessi in mezzo al ritmo sostenuto della vita quotidiana.

Spero l’articolo sia piaciuto.

Noi ci leggiamo nel blog.

Un abbraccio.

Carlo

 

 

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