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Lo stress fa male? Verità e luoghi comuni

Una volta che la tua mentalità cambia, tutto all’esterno cambierà insieme ad essa.

Steve Miraboli

Eccoci qui, in piena estate.

Fuori c’è caldo, non è vero? 

Sono giunte le tanto temute giornate afose.

Non preoccuparti, in questo articolo troverai un rinfrescante esperimento.

Vediamo subito di cosa si tratta 😉

 

Immaginiamo questa scena

Siamo a mare.

Ci siamo svagati. Abbiamo corso, riso e nuotato.

Siamo stanchi e assetati ora.

Arriva un ricercatore e ci propone un frullato fresco fresco, a scelta tra due opzioni:

  1. Frullattino salutare di frutta biologica?
  2. Bomba cioccolotosa ultrazuccherina?

Cosa sceglieremmo?

La scienza ci dice che il nostro corpo reagirebbe in maniera differente in base alla bevanda scelta, e probabilmente questo già lo sappiamo.

Mi spiego meglio.

Milkshake

Qualora scegliessimo il frullatino di frutta e verdura saremmo in pace con noi stessi, consapevoli di aver scelto l’alternativa più salutare, pur mantenendo comunque un pizzico di rimpianto per aver rifiutato la bevanda cioccolatosa.

Qualora scegliessimo la bomba ipercalorica avvertiremmo, al contrario, un forte senso di appagamento iniziale.

Da un punto di vista ormonale l’assunzione di questa più appagante alternativa comporterebbe infatti un rapido abbassamento della grelina, l’ormone della fame, che in ogni caso tornerebbe a farsi sentire con forza dopo poco tempo.

Questo è quello che proveremmo una volta assunta rispettivamente l’una o l’altra bevanda.

Ma adesso arriva il bello.

Bevuto il frullatino?

Bene.

Quello che non sappiamo ancora è che i due drink che il ricercatore ci ha proposto erano esattamente identici!

Di diverso c’è stato solo il modo in cui quel simpaticone ce li ha descritti.

Eppure il nostro corpo avrà reagito in maniera diversa all’assunzione delle due bevande.

Questo è quanto è emerso da una interessantissima ricerca della Yale.

I partecipanti all’esperimento hanno avuto differenti risposte ormonali in base a come la bevanda fosse stata loro descritta.

 

Cosa ci dice questo esperimento?

Al di là delle esagerazioni che fanno sempre tanto brodo e che ci dicono “Se vuoi puoi“, “La tua mente può abbattere i muri“, “Puoi diventare Superman” e così via, è indubbiamente vero che la nostra predisposizione mentale influenza le reazioni del nostro corpo.

Questo ha un profondo impatto su tante cose.

Sul modo in cui apprendiamo, sulla nostra longevità, sulla nostra salute e, soprattutto, sulla nostra risposta allo stress.

Volevo arrivare proprio qui:

Lo stress 😉

Pensiamoci un attimo.

Per quanti anni abbiamo guardato allo stress come un nemico cattivo e da evitare ad ogni costo?

Per quanto tempo lo abbiamo considerato qualcosa di pericoloso da cui tenerci sempre e comunque alla larga?

Ma adesso poniamoci una domanda.

Le cose stanno veramente così?

Lo stress fa male?

 

Verità e bugie sullo stress

Un’interessante ricerca americana pubblicata nel 2010 ha analizzato 30 mila individui lungo un arco temporale di otto anni.

Questa ricerca ha evidenziato come la percentuale di individui che avesse dichiarato di subire eventi stressanti e di considerarli negativi per la propria salute, avesse registrato un tasso di mortalità maggiore di ben il 43%.

Niente di nuovo, dirai tu:

Più stress uguale meno salute e quindi maggior rischio di morire.

Lo stress fa male.

Questa è la logica conseguenza cui siamo abituati a pensare.

Ma (ed è un grosso ma) questo è valso solo per chi, tra gli individui sottoposti ad eventi stressanti, li ha percepiti come un pericolo.

I tassi di mortalità non erano aumentati per chi vedeva nello stress non una minaccia ma più una sfida, un’opportunità di crescita.

Ma non solo.

Questi ultimi individui hanno registrato un tasso di mortalità persino minore rispetto a chi non era stato sottoposto del tutto ad eventi stressanti.

Cosa ci dice tutto questo?

Come nell’esperimento del frullato anche qui vi è un cambiamento di natura biologica dovuto al modo in cui guardiamo le cose.

Gli ormoni dello stress sono notoriamente due, il cortisolo ed il DHEA, ed il loro rapporto acquista importanza fondamentale nella nostra salute.

Alti livelli di cortisolo sono notorialmente collegati ad infiammazione, depressione, sistema immunitario non funzionante.

Nel momento in cui percepiamo lo stress non più come una minaccia ma come una sfida, il livello di DHEA aumenta contribuendo a mantenere stabile il rapporto con il cortisolo, evitando quindi che questo produca i suoi effetti deleteri su di noi.

Cosa ne deduciamo quindi?

Semplice.

Diventa chiaro quanto si faccia importante adottare una predisposizione mentale favorevole nei confronti dello stress.

Una visione dello stesso non tanto come un pericolo ma come un’opportunità di crescita.

Parlo di adottare quella che gli esperti chiamano una “challenge response”.

Mountain.jpg

Una simile predisposizione mentale ci permette di cavalcare momenti di ansia, di paura, di stress mantendo il focus e la calma così da produrre risultati eccezionali anche in situazioni difficili.

 

Per concludere

Personalmente sono rimasto affascinato dai risultati di queste richerche, e spero che anche tu ne tenga vivamente conto quando attraversai il tuo prossimo momento difficile.

Ti lascio in basso anche il Ted Talk di una bravissima psicologa che ha approfondito l’argomento.

Sono sicuro lo troverai molto interessante, così come sono sicuro sarai interessato all’ottima lettura che ha ispirato questo post e che non finirò mai di consigliare ai miei lettori: Peak Performance: Elevate Your Game, Avoid Burnout, and Thrive With the New Science of Success.

Ci leggiamo al prossimo articolo.

Un abbraccio,

Carlo

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