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Ritrova la motivazione con una poesia. My Wage

My wage

Il più grande pericolo non sta nel fatto che i nostri obiettivi siano troppo elevati e quindi non riusciamo a raggiungerli.

Sta nel fatto che siano troppo bassi e che li si raggiunga.

Michelangelo

Oggi faremo una cosa.

Leggeremo assieme dei versi molto interessanti.

Una poesia scoperta per caso leggendo Pensa e arricchisci te stesso, grande classico della crescita personale.

Si intitola My Wage, ed è stata scritta da Jessie B. Rittenhouse.

Scopriamola subito assieme.

  • Più in basso troverai anche la traduzione in italiano 😉

 

My wage

I bargained with Life for a penny,
And Life would pay no more,
However I begged at evening
When I counted my scanty store;

For Life is a just employer,
He gives you what you ask,
But once you have set the wages,
Why, you must bear the task.

I worked for a menial’s hire,
Only to learn, dismayed,
That any wage I had asked of Life,
Life would have paid.

Jessie B. Rittenhouse (1869 – 1948)

 

Se non sei ancora pratico con l’inglese ecco una buona traduzione fatta da me.

 

Il mio salario

Ho trattato con la Vita per un unico penny,
E la Vita non mi avrebbe pagato niente di più,
E alla fine ho mendicato la sera
Quando ho fatto i conti con l'esito del mio scarso negozio;

Perché la Vita è solo un datore di lavoro,
Ti concede quello che chiedi,
Ma una volta che avete concordato il salario,
Bé, ti tocca sopportare l'incarico.

Ho lavorato per un'umile paga,
Solo per capire, attonito,
Che qualunque salario avessi chiesto alla Vita,
La Vita lo avrebbe pagato.

 

Il significato

My wage

Bella questa poesia vero?

Ma cosa vuole dire?

Perché ho deciso di condividerla?

Te lo spiego subito.

Questi versi riflettono a mio avviso una semplice verità.

Spesso conduciamo una vita priva di ambizioni.

Già, proprio così.

Una vita con l’asticella già bassa in partenza.

Accantoniamo sin da subito aspirazioni, sogni, progetti e ci limitiamo a seguire il convenzionalmente corretto.

Una vita ordinaria nella quale a farla da padrone non sono più le nostre preferenze ma le aspettative esterne.

Ciò che gli altri (genitori, amici e parenti) ci dicono sia la giusta e sola cosa da fare.

E così la nostra massima ambizione diventa quella di agguantare il posto fisso, accendere un mutuo sulla casa, sposarci, mettere al mondo dei pargoli, mantenere una placida e sicura esistenza priva di rischi.

Ci ritroviamo in questo?

Bene.

Ora, non metto in dubbio che questo possa essere l’ideale di successo ultimo per alcuni di noi.

Davvero, pieno rispetto.

Ognuno di noi dopotutto ha un proprio ideale di vita e nessun’altro dovrebbe mai permettersi di giudicarlo.

Detto questo ho anche il sospetto che tanti di noi desiderino più di una vita stabile e convenzionale.

Desiderino più di un ruolo da buon padre di famiglia.

Ci sarà probabilmente tra noi chi vuole abbandonare il sicuro guscio familiare e avventurarsi all’estero, chi vuole viaggiare il mondo mentre insegna italiano su una piattaforma freelance.

C’è chi vuole dedicarsi totalmente ad una straordinaria carriera, diventare un abile manager, un grande leader o un famoso autore.

C’è anche chi vuole intraprendere un percorso imprenditoriale, lanciare la prossima start-up di food delivery o un’app di succeso per migliorare la qualità del sonno.

C’è chi vuole scalare in politica, chi vuole reinventarsi nel campo della moda ecosostenibile, chi vuole andare a fare del sano volontariato in Sud America o mettere in piedi una Onlus.

Le opzioni, i sogni, le ambizioni che la vita ci consente di seguire sono infiniti.

 

Non si può fare!

My wage

Puntualmente poi arrivano loro.

Le false credenze.

Ogni visione ambiziosa, ogni tentativo di alzare l’asticella della nostra vita e di evadere dalla convenzionalità delle cose è puntualmente stroncato da limitanti slogan.

Frasi che amici, parenti, media ci hanno insegnato a recitare come dei mantra.

Bisogna nascere con talento.

Ci vuole fortuna nella vita.

Il mio lavoro mi porta via troppo tempo.

Non è questione di cosa conosci, ma di chi conosci.

Sono troppo vecchio ormai.

In Italia tanto non funzionerebbe.

Tutte seghe mentali che hanno un unico scopo.

Quello di giustificare lo status quo.

Quello di trattenerci nel nido sicuro della zona di comfort.

Quello di nascondere la consapevolezza di un potenziale inespresso.

Ed è proprio sulle credenze che dobbiamo lavorare per riappropriarci delle nostre ambizioni di vita.

Per riscoprire quei sogni che abbiamo nascosto e dimenticato in un cassetto.

Come alzare dunque l’asticella della nostra vita?

Quali sono le nuove credenze di cui abbiamo bisogno?

Scopriamole subito assieme.

 

Responsabilità

My wage

La vita è la somma di tutte le tue scelte.

Albert Camus

Il primo passo per cambiare le cose è senza dubbio questo.

Quello di assumerci la piena responsabilità della nostra attuale vita.

Già, proprio così.

Dobbiamo imparare ad assumerci una piena responsabilità delle persone che siamo oggi e di quello che abbiamo raggiunto.

Certo, è vero quello che pensi.

Non tutti cominciano sulla stessa linea di partenza, e sicuramente tra di noi ci sono persone più fortunate di altre.

Lascia però che ti dica un’altra cosa.

Così come è vero che esistono fattori che non possiamo controllare è altrettanto vero che abbiamo sempre il pieno controllo su come reagiamo agli eventi esterni.

Abbiamo il pieno controllo sulle nostre azioni quotidiane, sulle nostre abitudini, e sul modo in cui reagiamo alle circostanze che ci mettono in difficoltà.

La persone che siamo oggi è il frutto di tutte le scelte che abbiamo effettuato in passato.

Non dimentichiamolo mai.

 

Una rotta da seguire

Ritrova la motivazione con una poesia

Se non sai dove vai, nessuna strada ti porterà da qualche parte.

Henry Kissinger

Lo abbiamo visto.

Abbiamo parlato di quanto sia importante evadere dalle aspettative degli altri e rispettare le nostre ambizioni più autentiche.

Ma questo è possibile, appunto, solo se sappiamo quali siano queste ambizioni.

Dobbiamo capire cosa pretendiamo dalla vita.

Quali sono dunque le nostre priorità?

Quali sono i nostri obiettivi?

Stabiliamo un traguardo chiaro e lasciamoci alle spalle la sicurezza della nostra zona di comfort.

 

Onoriamo il processo

My wage

Molti di noi vorrebbero qualcosa di più.

Ma alla prova dei fatti non tutti ottengono quello che vogliono.

Il perché?

Semplice.

Il 99% di noi desiste di fronte l’iniziale mancanza di risultati, le distrazioni e i primi fallimenti.

Partiamo in quinta pieni di entusiasmo, ma molliamo la presa non appena le cose si fanno troppo scomode.

Le persone che ottengono uno stipendio più alto dalla vita, al contrario, hanno forza di volontà.

Tirano dritto nonostante l’iniziale mancanza di risultati ed i primi fallimenti.

Mantengono le loro inflessibili abitudini giornaliere sia col buono che col cattivo tempo.

Producono la loro piccola prestazione quotidiana sia quando hanno voglia sia quando preferirebbero starsene invece giù al pub con gli amici a commentare i risultati della seria A.

Ognuno di noi nella vita, dopotutto, è costretto a sopportare un prezzo.

Possiamo sopportare il prezzo della disciplina, o possiamo sopportare il prezzo del rimpianto.

 

Conclusioni

Spero dunque questo articolo abbia aperto un po’ gli occhi.

Ognuno di noi può benissimo lasciare che le proprie ambizioni siano annullate dalle aspettative altrui e dal convenzionalmente corretto.

O al contrario può fare un’altra cosa.

Può alzare l’asticella delle proprie pretese.

Può uscire dalla propria zona di comfort e da uno stile di vita sicuro ed ordinario per inseguire le propie più autentiche aspirazioni.

Può imparare a chiedere uno stipendio più alto alla vita.

Noi ci leggiamo nel prossimo articolo.

Un abbraccio,

Carlo

 

 

 

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