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Open – Andrea Agassi. 10 minuti prima di dormire

Open Andre Agassi

Se la gente potesse sentire quello che ci dicono i coach capirebbe che il tennis è molto più che colpire una palla.

Andre Agassi

Lo ammetto.

Non sono un esperto di tennis.

Non sono particolarmente ferrato, e probabilmente anche tu che stai leggendo in questo momento ne sai più di me.

Eppure, grazie ad una lettura, ultimamente mi sono innamorato di questo sport.

Ho cominciato a guardarlo con occhi diversi, a studiarne le regole, ad appassionarmi.

Ho imparato ad apprezzarne non solo lo sforzo tecnico, ma anche e soprattuto quello mentale.

Nel tennis, dopotutto, ogni atleta non può contare su nessun’altro al di fuori di se stesso.

Non c’è orologio che tenga, non c’è un fischio finale, non ci sono compagni di squadra con cui convidivere responsabilità.

Sei tu, da solo, lì fuori.

Un avversario lontano, che non puoi nemmeno toccare, oltre la rete.

Gli occhi di migliaia di spettatori su ogni tua battuta.

Ogni match richiede resistenza fisica e mentale e finisce solo quando uno dei due vince e l’altro perde.

Uno sport di personalità sicuramente.

Ma perché ti sto dicendo tutto questo?

Te lo spiego subito.

La lettura cui ti accennavo è Open, autobiografia di Andre Agassi, grande leggenda del tennis.

(Ho comprato e letto il libro direttamente in lingua inglese, a fine articolo troverai il link per la versione italiana)

Devo essere sincero, si tratta di una delle migliori biografie che abbia mai letto.

Coinvolgente come pochi altri testi, diviene facile, sfogliando le pagine, identificarci nelle parabole di caduta e riascesa di questo atleta.

Facile è anche ritrovarci nei momenti di determinazione, ma anche sconforto, che, alternandosi, hanno accompagnato la sua straordinaria carriera.

Si tratta di una lettura scritta appunto in modo Open, a cuore aperto, senza filtri.

Suggerisco fortemente di leggerla.

Ti dirò di più.

Ho trovato disseminati un po’ in tutto il libro preziosi suggerimenti di crescita personale e oggi ne voglio condividere uno che mi fa fatto particolarmente riflettere.

Parlo dei dieci minuti prima di andare a dormire.

Scopriamo subito di cosa si tratta.

 

Uno spezzone del libro

Andre Agassi Open

Un’altra ondata di calore a luglio, un altro devastante torneo D.C.

Gli altri giocatori si lamentano del caldo, e di solito lo farei anche io, ma provo solo una tranquilla gratitudine ed una risoluta determinazione, che mantengo in parte svegliandomi presto ogni mattina e scrivendo i miei obiettivi. Dopo averli messi nero su bianco li recito ad alta voce, e dico sempre ad alta voce: “Nessuna scorciatoia“.

Poco prima dell’inizio del torneo, durante un ultimo allenamento con Brad, non mi impegno al massimo.

Perry mi riporta in albergo. Io guardo fuori dal finestrino della macchina, in silenzio.

“Accosta”, dico.

“Perché?”

“Tu accosta”

Lui sterza verso la corsia di emergenza.

“Guida due miglia avanti e aspettami”

“Di cosa stai parlando? Sei pazzo?”

“Non ho finito. Non ho dato il massimo oggi”

Corro per due miglia attraverso il Rock Creek Park, lo stesso parco in cui ho regalato le mie racchette nel 1987. Dopo ogni passo mi sento quasi svenire, ma non mi interessa. Questa corsa, anche se mi causerà un colpo di calore, mi darà tranquillità stanotte in quei importantissimi dieci minuti prima di addormentarmi. Ora vivo per quei dieci minuti. Mi interessano solo quei dieci minuti. Sono stato applaudito da migliaia di persone, fischiato da migliaia di persone, ma nulla è così pesante come i fischi nella tua testa in quei dieci minuti prima di addormentarti.

Quando arrivo alla macchina, la mia faccia è viola brillante. Scivolo sul sedile del passeggero, accendo l’aria condizionata e sorrido a Perry.

“È così che si fa”, dice, porgendomi un asciugamano mentre si mette in moto.


Open, an autobiography – (Traduzione inglese-italiano non ufficiale, fatta in autonomia da me)

 

Significato

Open Andre Agassi

Poche righe ma tanto significato, vero?

In fondo quei dieci minuti prima di dormire appartengono alla vita di ognuno di noi.

Diciamoci infatti la verità.

La scalata verso la vetta è sempre ardua.

Come negarlo?

Il cammino per raggiungere un obiettivo non richiede solo facile adrenalina iniziale, ma anche e soprattutto capacità di non demordere.

Durante il percorso andremo infatti incontro a stanchezza, morale a terra, mancanza di risultati, tentazioni.

Scaricata l’euforia iniziale del “da oggi cambio vita” diviene quindi sempre più facile per noi cadere in errore e abbandonare la tabella di marcia.

Diviene facile cominciare con uno sgarro lì e una scusa là.

“Sta piovendo. Che peccato, niente corsa per oggi”.

“Ma è solo un dolcetto. Che vuoi che sia?”

“Mi guardo solo quest’altro episodio, finisco di studiare domani”.

Ma il bello arriva dopo.

Possiamo prendere in giro gli altri, facendo vedere sui social quanto tutto vada bene, ed anche noi stessi, almeno per un po’.

Poi però la sera succede qualcosa.

Ci mettiamo a letto ma non ci sentiamo a nostro agio.

Siamo pizzicati da un senso di rimorso.

Sappiamo di aver perso un’occasione, di non aver mantenuto fede alle nostre promesse.

Sappiamo di aver ceduto ancora una volta all’appagamento di breve termine.

Sappiamo anche, dentro noi stessi, che una tentazione tira l’altra e che quella piccola crepa rischia di diventare una grande frattura.

Può separarci definitivamente dai traguardi che inseguiamo.

Lo sappiamo, eppure sul momento lo abbiamo volutamente ignorato in nome di una facile e scarsa comodità immediata.

Facciamo dunque questo.

La prossima volta che ci viene in mente l’ennesima scusa per mollare la presa poniamoci una semplice domanda.

Come vogliamo sentirci la sera quando ci metteremo a letto?

Soddisfatti di aver fatto, anche per quel giorno, la nostra parte, o delusi per aver scialacquato altro prezioso tempo?

Felici per aver mosso un altro piccolo passo in avanti o amareggiati perché cazzeggiato tutta la giornata di fronte ad un telefono?

Pensiamoci, riflettiamo prima di mollare la presa e immaginiamo una semplice cosa.

Immaginiamo quanto è bello mettersi sotto le coperte e pensare dieci minuti con soddisfazione alla giornata appena trascorsa.

Immaginiamo quanto sia bello lasciarsi catturare dal sonno con un sorriso di compiacimento stampato sul volto.

Pensiamo a quanto è bello addormentarsi con la consapevolezza di aver fatto, ancora una volta, la cosa giusta.

Spero l’articolo sia stato di ispirazione.

Ci leggiamo negli altri post del blog,

Carlo

 

Risorse consigliate

Open. La mia storia

Come promesso ecco qui l’autobiografia di Andre Agassi in italiano.

Andre Agassi vs Andrei Medvedev | French Open 1999 Men’s Final Highlights | Eurosport

Non sarai il solo ad andare a cercare su Youtube i match descritti nel libro 😉 Il coinvolgimento sarà tanto e vorremo vedere con i nostri occhi quello che stiamo leggendo. La finale dei Rolland Garros 1999 è una delle più emozionanti.

 

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