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Un piano di azione per i nostri obiettivi

I problemi della vita sono sostanzialmente due:

1- Non sapere che cosa si vuole.

2- Sapere che cosa si vuole, ma non come ottenerlo.

Steven Snyder

Ciao e bentornato.

In un recente articolo abbiamo parlato di come definire i nostri traguardi personali.

In questo nuovo breve post parleremo invece di come costruire un piano di azione proteso verso il raggiungimento di questi traguardi.

Un grosso aiuto per fare questo ci verrà da David Allen ed il suo libro Detto, fatto! L’arte di fare bene le cose, meglio conosciuto nella variante inglese col nome di Getting Things Done!

Come abbiamo detto il punto di partenza del nostro processo di pianificazione è quello di visualizzare il traguardo che intendiamo raggiungere.

Dobbiamo avere un’immagine chiara e nitida di quale sarà il nostro successo, e questo ancora prima di metterci in moto e di definire quale sarà la prossima azione da compiere o quali le risorse da impiegare.

Nel momento in cui visualizziamo il nostro traguardo accade però qualcosa:

Inconsciamente avvertiamo il divario con la realtà che ci circonda.

Identifichiamo un’immagine diversa rispetto alla realtà, e così la nostra mente comincia, alla rinfusa, a far venire alla luce tante idee (piccole, grandi, medie, buone, cattive) volte a colmare questo gap.

La vostra mente vuole colmare il divario tra qui e lì, ma lo fa in maniera disordinata.

David Allen. Detto, fatto! L’arte di fare bene le cose

È questo il momento giusto per effettuare un buon brainstorming per intercettare tali idee.

Sì ma come?

Lo strumento migliore è creare una mappa mentale (nome ideato e brevettato da Tony Buzan) nella quale l’idea primaria (e quindi l’obiettivo da conseguire) è sistemata al centro e le varie idee semplicemente diramano da essa come rami di un albero.

Questo può essere realizzato con semplice carta e penna, appendendo delle note post-it su una lavagna bianca o ancora adoperando un valido software informatico.

Ci tengo a specificare inoltre una cosa.

Questa è la fase di intercettazione del flusso creativo, e per questo motivo non dobbiamo prestare troppa attenzione alla qualità e all’organizzazione delle idee raccolte.

Non dobbiamo nemmeno giudicarle in questo momento.

Questo è un puro processo espressivo e di raccolta creativa.

Sono una volta intercettate e raccolte le idee o potremo organizzarle.

Organizzare le idee vorrà dire distinguerle avendo cura di inviduare quelle realmente funzionali al nostro obiettivo, accorpandole in componenti e sottocomponenti.

Qualche domanda in questa fase potrà esserci utile, come ad esempio

Quali di queste idee sono realmente necessarie per realizzare il traguardo che ci siamo preposti?

Come possono essere aggregate tali idee? ?

In che ordine vanno eseguite?

Un esempio semplice e comprensibile è quello del perdere peso.

Immaginiamo che il nostro obiettivo sia quello di perdere 10 kg entro fine anno.

Visualizzato il traguardo (in questo caso noi con 10 kg in meno) la nostra mente attiverà il flusso creativo di idee volte a colmare il divario con la realtà.

Raccoglieremo quindi attraverso una mappa mentale tutte le possibili opzioni che la nostra ragione porterà alla luce dal nulla.

Scriveremo ad esempio alla rinfusa nella nostra mappa parole come queste:

dieta, frutta e verdura, niente zuccheri, palestra, piano settimanale di allenamento, workout, nutrizionista, orari visite, no cibo spazzatura, tabella alimentare, dieta mediterranea, fitness, sveglia presto, poche calorie, ricette, e così via.

Il tutto all’interno di una struttura ad albero nella quale le varie idee si diramano in rami e sotto rami a partire dal nostro obiettivo di fondo posto al centro: -10 kg. 

Vediamo ad esempio una piccola mappa che ho creato con IMindMap per dare l’idea:

Chiaro?

Questa è la fase creativa e di raccolta.

Successivamente dovremo organizzare tali idee.

Alcune saranno scartate, altre ancora saranno collegate, raggruppate in componenti e sottocomponenti ed ordinate in sequenza, lungo una scaletta lineare, così da definire il nostro piano di azione.

Teniamo infatti bene in mente una cosa.

Il processo della pianificazione è ben realizzato quando in ogni momento sappiamo con chiarezza quale sia l’azione successiva da realizzare.

Ed in effetti, al pari di David Allen, ritengo che la chiave del raggiungimento di un obiettivo sia quella di avere in ogni momento la chiara visione del traguardo associata ad una piena consapevolezza di quale sia il passo successivo da compiere.

What’s the next step?

Non si realizza infatti il progetto in sè, ma si realizzano una dopo l’altra le azioni che fanno parte di quel progetto.

Ci leggiamo al prossimo articolo.

Un abbraccio,

Carlo

 

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