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Rifiutato dopo un colloquio di lavoro. Come reagire

Rifiutato dopo un colloquio di lavoro

Scegli il lavoro che ami e non lavorerai neppure un giorno in tutta la tua vita.

Confucio

Sarò sincero.

Nella mia giovane vita lavorativa ci sono passato anche io.

A volte ho gentilmente declinato proposte di lavoro, altre volte, invece, sono stato io ad essere rifiutato, ed anche per incarichi piuttosto basilari.

Se anche tu cerchi lavoro e hai inoltrato la tua candidatura potrai infatti ricevere un giorno messaggi di questo tipo.




Chiaro?

Bene.

Aspettiamoci questo tipo di e-mail e non rimaniamone sorpresi.

Fanno parte del nostro percorso lavorativo.

Sul momento potremo sentirci delusi e amareggiati, e lo sconforto potrà essere davvero elevato se tenevamo particolarmente a quella posizione.

E proprio per questo mi piacerebbe condividere con te alcune piccole tips per superare al meglio la delusione di un rifiuto dopo una candidatura lavorativa.

Sei pronto?

Bene, cominciamo 😉

 

Non prendiamola sul personale

Rifiutato dopo un colloquio di lavoro

Diciamoci la verità.

Troppo spesso consideriamo un rifiuto come un insulto alla nostra persona.

Ci sentiamo umiliati, derisi, discreditati.

Chi si crede di essere quel tipo per dirmi di no?

Come si permette di giocare così con la mia vita?

I pensieri che ci passano per la testa sono più o meno questi.

In quei momenti dovremmo considerare però le cose con più lucidità.

Un rifiuto non proviene di certo da un orco brutto e cattivo che vuole renderci la vita più complicata.

Proviene da un’altra persona che, nel tentativo di svolgere al meglio il proprio lavoro, cerca solamente di trovare il candidato più adatto per quel particolare ruolo.

That’s it.

Niente di più.

L’unica cosa che gli preme è l’interesse della propria compagnia.

Vuole mettere la persona giusta al posto giusto.

Non ha alcun interesse nell’insultare la nostra persona.

Non vuole sminuire le nostre abilità.

Non vuole farci uno sgarro.

A mente lucida ha semplicemente valutato che, per quella particolare posizione, nonostante le nostre buone qualità, non siamo il candidato ideale.

Teniamolo dunque a mente ed accantoniamo sin da subito ogni sentimento di rancore.

 

Assunzione di responsabilità

Rifiutato dopo un colloquio di lavoro

Ogni tanto mi capita.

Giro su LinkedIn, social professionale per eccellenza, ed incappo nel post di qualche piagnone.

Sì, esatto.

Parlo di chi, non riuscendo a trovare lavoro nonostante magari una laurea, si lascia platealmente andare a lunghi sfoghi da tastiera, incolpando tutto e tutti per la propria situazione difficile.

Tutti meno che, ovviamente, se stesso.

La colpa diventa quindi della crisi economica, della politica che non fa niente, delle aziende che non assumono o richiedono esperienza.

La colpa è anche della globalizzazione, delle banche che non danno finanziamenti alle imprese, dei sindacati che non aiutano i lavoratori, dei migranti, ecc. ecc.

Insomma, conosciamo tutti la sinfonia.

La domanda che adesso dovremmo porci è quest’altra.

Perché allora tanti altri di noi, di fronte alle medesime circostanze, riescono non solo a trovare un lavoro ma anche a prosperare economicamente?

Ce lo siamo mai chiesti?

Seguimi bene perché quanto sto per dirti è fondamentale.

Di fronte ad ogni situazione difficile che la vita ci pone di fronte, quale potrebbe essere ad esempio la momentanea mancanza di lavoro, dovremmo sempre imparare a prenderci la piena responsabilità di quello che stiamo vivendo.

Sì, esatto.

Prenderci la responsabilità al 100%.

E questo per un semplice motivo.

Tutte le decisioni che abbiamo assunto in passato, il modo in cui abbiamo reagito agli eventi esterni, crisi comprese, il modo in cui abbiamo investito il nostro tempo, la formazione e la conoscenza che abbiamo maturato, per arrivare persino al modo in cui abbiamo condotto il nostro ultimo colloquio di lavoro.

Tutti questi elementi oggi hanno condotto ad un preciso risultato.

La nostra vita attuale.

Hanno determinato se oggi abbiamo delle preziose qualifiche ed un lavoro che ci gratifica o se, al contrario, attraversiamo un momento difficile e non riusciamo a trovare lavoro.

Lo so, lo so.

Puoi indignarti quanto vuoi, ma la verità di queste affermazioni non cambia.

Non è mai facile puntare il dito contro noi stessi ma è il primo fondamentale passo verso il miglioramento personale e professionale.

Accettando che siamo noi i primi responsabili della situazione in cui versiamo oggi, smettiamo finalmente di comportarci da vittime della vita.

Smettiamo di incolpare gli eventi esterni o altre persone.

Prendiamo per mano la nostra vita e ci focalizziamo su quello che possiamo controllare, su quello che possiamo fare per rimetterci in carreggiata e, in questo caso, trovare lavoro.

 

Continuiamo a formarci

Rifiutato dopo un colloquio di lavoro

Lo abbiamo appena visto.

Assumerci le nostre responsabilità è il punto di partenza per ogni cambiamento.

Ci permette di spostare l’attenzione dal vittimismo a ciò che di buono possiamo fare per migliorare e renderci dei candidati appetibili nel mondo del lavoro.

Non controlleremo mai tutto, questo è vero.

Le qualifiche degli altri candidati, le domande a trabochetto durante il colloquio, l’umore della persona che ci dovrà valutare.

Ma di certo quello che possiamo fare e che dipende esclusivamente da noi è lavorare su noi stessi per aumentare di molto le probabilità di farcela.

Possiamo così continuare a studiare e guadagnare abilità e competenze.

Possiamo spulciare sin da subito gli annunci su LinkedIn e capire quali sono le competenze più richieste per il lavoro che vogliamo ottenere.

Possiamo frequentare nuovi corsi, anche on-line, molti gratuiti, per acquisire le conoscenze necessarie.

Possiamo approfondire la nostra conoscenza di una lingua straniera, l’inglese su tutte.

Possiamo anche leggere qualche libro di psicologia ed intelligenza emotiva per capire come fare una buona impressione già in sede di colloquio, e maturare abilità che ci saranno utili per lavorare all’interno di un team.

Insomma, la parola d’ordine è una sola.

Continuiamo a formarci.

Non rimaniamo immobili.

Ad ogni rifiuto dopo un colloquio dovrebbe sempre seguire una piccola riflessione.

Cosa non li ha convinti di me?

Come potrò essere il candidato ideale la prossima volta?

Chiediamocelo, studiamo, formiamoci, colmiamo il gap.

Continuiamo quindi a provare, forti delle nostre nuove conoscenze e di nuova esperienza.

 

Conclusioni

Bene.

Qui ho voluto condividere alcune mie piccole riflessioni che penso ti saranno di forte utilità.

Se ti va di aggiungere qualcosa puoi scriverla nei commenti.

Ti faccio il mio più grosso in bocca al lupo e ti auguro il meglio per la tua futura carriera.

Un abbraccio,

Carlo

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