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Risolvi i problemi e vivi bene col metodo ARCA

Risolvi i problemi e vivi al meglio

Se siete afflitti da qualcosa di esterno il dolore non è dovuto alla cosa in sé ma alla valutazione che voi ne fate.

Valutazione che avete il potere di revocare in qualsiasi momento.

Marco Aurelio

Lo avrai già notato.

In questo blog dopotutto lo abbiamo ribadito più volte.

La vita, il solo fatto di respirare e di esistere, implica che ognuno di noi affronti ogni giorno problemi di varia portata o entità.

Grattacapi magari legati allo studio e al prossimo esame.

Problemi legati ancora più spesso al lavoro, alla situazione finanziaria, alla salute e alle nostre relazioni.

Ogni identico problema è comunque in grado di avere un impatto diverso su ognuno di noi.

Pensiamoci un attimo.

Di fronte ad uno stesso ostacolo ciascuno di noi reagirà in maniera differente.

Ci siamo mai chiesti per quale motivo?

La risposta è semplice.

 

Un fatto della vita

Risolvi i problemi e vivi al meglio

La verità è questa.

Un problema, di per sé, non rappresenta altro che un evento oggettivo.

Un fatto della vita, appunto.

Il modo in cui questo impatta nella nostra mente dipende esclusivamente da noi e dal modo in cui lo vediamo.

“Cosa cacchio stai dicendo Carlè, un problema è un problema, una rottura di scatole, stop!!”

Lascia che ti dica una cosa.

Quando attraversiamo un momento difficile, quando siamo sopraffatti da ansia, malumore e pensieri negativi, anche una piccola complicazione sarà in grado di diventare molto pesante.

Ci siamo passati tutti, no?

Un problemino, magari di per sé insignificante, un raffreddore ad esempio, diventerà improvvisamente un macigno in grado di fomentare in noi reazioni emotive e poco lucide.

Finiremo col ripeterci mantra negativi come “Che sfortuna, non ne posso più, ma perchè sempre a me?!“.

Uno stato d’animo che non solo non ci porta a risolvere niente ma anzi ci induce a credere che resteremo impantanati per sempre.

Ma non è finita qui.

Quando al contrario siamo lucidi, consapevoli di noi stessi e delle cose che vanno già bene nella nostra vita vediamo i piccoli intoppi quotidiani con occhi differenti.

Non solo saranno qualcosa di minuscolo e facilmente risolvibile, ma in alcuni casi potranno essere visti come una buona lezione dalla quale imparare (la prossima volta usciremo con una giacca pesante così da non prendere il raffredore).

Troviamoci in questi altri esempi.

  • Un cliente insoddisfatto si è rivolto male contro di noi e la nostra compagnia?

Potrebbe essere un’ottima opportunità, un feedback per rivedere e migliorare alcuni processi aziendali.

  • L’esame è andato male?

Forse è  il momento di correggere il nostro approccio allo studio, a partire magari dalle prime fasi di raccolta degli appunti.

Mi segui?

Certo.

Non dovremo per forza fare le capriole di gioia ogni volta che dovremo affrontare l’ennesimo problemino.

Ma quantomeno adesso siamo consapevoli che è la nostra attitudine a fare la differenza.

E questo ci permette di gestire il gioco.

Come adottare quindi un giusto approccio “oggettivo” verso i problemi?

Come evitare che le nostre emozioni ne siano sopraffatte dando luogo alle soliti reazioni istintive, emotive e poco lucide?

Ho eleaborato questo metodo fatto di quattro semplici step.

L’ho chiamato metodo A.R.C.A.

Vediamolo assieme 😉

 

1.  Accetta

Risolvi i problemi e vivi al meglio

Come dicevamo all’inizio dell’articolo i problemi fanno parte della nostra vita.

Ma non solo.

Sono anche qualcosa di più.

I problemi plasmano la nostra esistenza, il nostro carattere, la nostra persona.

Siamo le persone che siamo oggi grazie agli ostacoli, alle sofferenze, ai momenti bui che abbiamo superato in passato.

Accettiamo dunque le difficoltà per quello che realmente sono.

Prove della vita dalle quali uscire più forti di prima.

 

2. Ridimensiona

Risolvi i problemi e vivi al meglio

Un problema molto spesso, specie nei nostri momenti di sconforto, appare più pesante del dovuto.

Perchè allora non coglierne la reale portata?

No.

Non ti sto chiedendo di sottovalutarlo e prenderlo sotto gamba.

Un problema, ricordiamo, va affrontato sempre con la massima serietà, specialmente quando grave.

Ma in quali casi un problema è davvero grave?

Bè. Per capirlo ci possono essere utili un paio di domande.

  1. Che impatto avrà questo problema nella mia vita tra un anno? Me ne ricorderò ancora o sarà già scivolato nel dimenticatoio?

  2. Come sarebbe potuto andare peggio? Ho perso davvero tutto o in fondo ho subito un danno limitato?

Attribuire al problema il giusto peso è quindi il secondo passo.

 

3. Causa

Risolvi i problemi e vivi al meglio

Terzo step.

Chiediamoci quale sia stata la causa del problema e cosa lo abbia generato.

Dopotutto non c’è bisogno che te lo dica io.

È molto importante sapere cosa vi sia all’origine di un ostacolo.

Questo ci permetterà di prevenire episodi analoghi in futuro.

Chiediamoci se la fonte del problema sia in qualche modo riconducibile al nostro comportamento e alle nostre azioni.

Appreso dove sbagliato non ripeteremo più lo stesso errore, salvo ovviamente autolesionistici episodi di follia.

Follia è fare sempre la stessa cosa e aspettarsi risultati diversi.

Albert Einstein

 

4. Agiamo

Risolvi i problemi e vivi al meglio

Ultimo e fondamentale passo.

Niente di quanto abbiamo detto fino adesso vale una cippa se non si adotta un atteggiamento proattivo nei confronti del problema.

Lo abbiamo accettato, lo abbiamo ridimensionato, ne abbiamo individuato la causa.

Adesso occorre agire.

Scriviamo nero su bianco le potenziali alternative da adottare per risolvere il problema, riflettiamo su quali siano le probabili conseguenze di ogni alternativa, scegliamo la migliore e agiamo.

Non abbiamo bisogno di altro.

La faccio troppo semplice dici? Bè, in fondo è proprio così.

Semplice.

Risolvere un problema, così come raggiungere un obiettivo, è semplice.

Abbiamo solo bisogno di realizzare una sequenza di giuste azioni in grado di condurci da dove siamo adesso, punto A, a dove vogliamo essere, punto B.

Ma ricorda, semplice non vuol dire facile.

E qui entreranno in gioco altri fattori come il nostro impegno e la nostra forza di volontà.

Spero dunque l’articolo sia stato utile.

Noi ci leggiamo nel blog.

Un abbraccio,

Carlo

 

 

 

 

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