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Semplifica la tua vita. L’arte dell’editing

Editing

La perfezione si ottiene non quando non c’è più nient’altro da aggiungere, bensì quando non c’è più nulla da togliere.

Antoine de Saint-Exupéry

Ti svelerò un piccolo retroscena.

Vedi ognuno degli articoli del blog?

Sì, esatto.

Anche quello che stai leggendo in questo preciso momento 😉

Bé, erano tutti molto diversi la prima volta che li ho scritti.

Mi spiego.

Tra il compito di chi cura un blog vi è anche quello di tornare più volte sui propri articoli e di semplificarli.

I post infatti, soprattutto nelle prime fasi di stesura, contengono dettagli secondari e particolari superflui.

Compito di un autore è dunque quello di modificare i contenuti e far in modo che rimanga solo quanto veramente importante per il lettore.

In sintesi:

Un buon editor fa in modo che il lettore non debba più distinguere ciò che è importante da ciò che non lo è, semplicemente perché tutto ciò che non è essenziale sarà già stato rimosso.

Ed è per questo che io stesso, giorno dopo giorno, lavoro non solo alla stesura di nuovi articoli, ma anche alla revisione di quelli passati.

Lo scopo è quello di semplificare.

Lasciare solo le cose importanti.

Eliminare righe e passaggi su cui ho speso tempo e fatica, ma che, ad una seconda lettura, capisco essere secondarie rispetto al messaggio principale che voglio trasmettere.

Ma perché svelo questo particolare retroscena del mio lavoro, ti starai chiedendo.

Cosa importa a te?

Te lo spiego subito.

La disciplina dell’editing non appartiene al solo reame della scrittura.

Tutt’altro.

Abbraccia la nostra intera vita.

Pensiamoci un attimo.

Quante volte ci sentiamo sovraccaricati da stimoli, pubblicità, notiziari a getto, feed, news, idee ed impegni che ci piovono addosso dal mondo esterno?

Quante volte tentiamo di fare contemporaneamente tutto senza in realtà riuscire a portare a compimento alcunché?

Quante volte, ancora, svendiamo il nostro tempo ad attività superflue che ci sviano da quanto dovremmo realmente fare?

Forse è arrivato dunque il momento di svolgere un’attività di editing della nostra stessa vita.

Forse dovremmo decidere cosa sia prioritario.

Forse dovremmo decidere cosa sia essenziale rispetto a ciò che è solo superfluo e secondario.

 

Decisioni

Editing

Ho visto un angelo nel marmo ed ho scolpito fino a liberarlo.

Michelangelo

Già, decidere.

Ho scelto appositamente questa parola.

Forse non lo sai, ma il verbo Decidere viene dal latino Caedo, ossia Tagliare via.

Stabilire cosa sia importante, decidere quindi su cosa concentrare la nostra energia ed il nostro tempo, implica che inevitabilmente dovremo tagliare via qualcos’altro.

E questo inizialmente potrà suscitare in noi paura e perplessità.

Ma la verità resta comunque una.

Se vogliamo muovere dei concreti passi in avanti nella direzione da noi prescelta dobbiamo necessariamente adottare precise decisioni.

Dobbiamo stabilire delle priorità.

Dobbiamo stabilire cosa sia essenziale.

E come farlo?

Lo vediamo subito.

 

Tagliamo fuori le opzioni

Chi insegue due conigli, non prenderà nessuno dei due.

Confucio

La società odierna, abbiamo già detto più volte all’interno del blog, si muove ad un ritmo esasperatamente rapido.

Siamo bombardati ogni giorno da nuove informazioni, nuove possibilità, nuove opzioni, pubblicità e input di ogni tipo.

Questo ci porta sovente ad assumere impegni che vanno ben oltre le nostre possibilità, e lo facciamo per puro timore di scivolare indietro o di farci scappare un’occasione.

Ci troviamo così, appunto, a rincorrere più lepri senza raggiungerne nemmeno una.

La soluzione diventa quindi una sola.

Cominciamo col definire quanta parte di queste opzioni faccia realmente al caso nostro.

Definiamo chiaramente i nostri obiettivi e usiamo il principio di Pareto per distinguere, in mezzo alle mille cose che vorremmo fare ogni giorno, quelle poche azioni che ci daranno larga parte del risultato finale che desideriamo.

 

Impariamo a dire no

“Carletto, calcetto alle cinque oggi, va bene?”.

“Carlo aperitivo più tardi? Ci sono tutti, manchi solo tu”.

“Carlè stasera festa dai, seratona fino alle cinque del mattino . Non te la puoi perdere”.

“Carletto, ho bisogno di aiuto urgentissimo con economia aziendale, ti chiamo più tardi. Per favore, please”.

“Carlo, ciao sono Mirko il tuo collega. Senti puoi per favore finire tu il powerpoint del progetto? Io oggi non ce la faccio. Grazie in anticipo.”

Ognuno di noi riceve ogni giorno messaggi di questo tipo.

Certo, è pura vita sociale.

Sono le nostre amicizie, i nostri impegni lavorativi e il nostro giro di conoscenze.

Il problema sorge quando questi impegni vengono assunti solo per non dispiacere nessuno.

Quando assumiamo impegni controvolontà per continuare ad ottenere l’approvazione degli altri.

Ti dirò una cosa.

Personalmente ho imparato a dire No molto, ma davvero molto spesso.

Col tempo ho capito infatti quanta parte di me posso destinare agli altri.

Ma soprattutto ho capito un’altra cosa molto importante.

Chi conta non se la prende, e chi se la prende non conta.

Alcuni “amici” a poco a poco sono infatti scomparsi.

Altri, quelli veri, hanno rispettato questa mia scelta ed anzi hanno apprezzato questa imposizione di personalità.

Il bello di imparare a dire No in fondo è proprio questo.

Sul momento si suscita l’irritazione altrui, di colleghi così come di chi ci vuole bene, ma dopo ci si circonda di un alone di rispetto.

Avremo fatto capire che abbiamo un’agenda personale e non abbiamo intenzione di svenderla a quella degli altri.

Imparare a dire No è quindi un altro aspetto essenziale per eliminare dalla nostra vita quella mole di impegni di cui ci prendiamo spesso carico controvolontà.

Eliminiamo dunque il superfluo e concentriamoci sull’essenziale.

Definiamo le nostre priorità e facciamo buon uso del nostro tempo e dei nostri sforzi.

Buona attività di editing.

Un abbaccio,

Carlo

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