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Trova il tuo perché. Simon Sinek

Trova il tuo perché

Tutti sanno cosa fanno, alcuni sanno come lo fanno, pochi sanno perché lo fannoe sono quelli di successo.

Simon Sinek

Eccoci qua.

Oggi mi piacerebbe raccontarti una breve storiella.

Un racconto nel quale mi sono imbattuto per caso.

Tornato a Palermo ho curiosato un po’ nella libreria di casa.

Lì ho trovato, impolverato dopo tanti anni, il mio vecchio libro di Organizzazione aziendale.

Capiamoci.

Niente di speciale come testo.

Non è il libro che ti consiglierò oggi.

Risfogliandolo ho però trovato al suo interno questa piccola storia molto interessante.

Un racconto che si presta particolarmente a questo blog.

Scopriamolo assieme.

Qua e là degli uomini, col capo chino e le spalle incurvate verso terra, spaccavano grossi frammenti di roccia per ricavare dei blocchi di pietra da costruzione.

Un pellegrino si avvicinò al primo degli uomini. Lo guardò con compassione.

Polvere e sudore lo rendevano irriconoscibile.

“Che cosa fai?”, chiese il pellegrino.

“Non lo vedi?”, rispose l’uomo sgarbatamente, senza neanche sollevare il capo. “Mi sto ammazzando di fatica”.

Si imbatté presto in un secondo spaccapietre.

Era altrettanto stanco, ferito, impolverato.

“Che cosa fai?”, chiese, anche a lui, il pellegrino.

“Non lo vedi? Lavoro da mattina a sera per mantenere mia moglie e i miei bambini”, rispose l’uomo.

Più avanti c’era un terzo spaccapietre.

Era mortalmente affaticato, come gli altri.

“Che cosa fai?” chiese il pellegrino.

“Non lo vedi?”, rispose l’uomo sorridendo con fierezza.

Sto costruendo una cattedrale“.

Carina vero?

Cosa ci fa capire questa storia?

Perché ho deciso di condividerla qui?

Te lo spiego subito.

Personalmente rimango del parere che ognuno di noi, nella vita, abbia il diritto di sentirsi realizzato e di vivere una vita all’altezza delle proprie aspettative.

Il blog è nato proprio con questa mentalità.

C’è un però.

Raggiungiamo questo senso di autorealizzazione solo quando siamo pienamente consapevoli del nostro “perché”.

Mi riferisco alla piena consapevolezza di ciò che sta alla base dei nostri sforzi, del perché ci svegliamo la mattina presto e andiamo a lavorare, e del perché ci dedichiamo con ardore ed impegno su una certa attività.

Questa consapevolezza cambia la nostra visione delle cose ed il modo in cui percepiamo il nostro impegno.

Ci aiuta a fare chiarezza e ci indica se siamo sulla strada giusta o se ci stiamo solo affaticando per combattere per una causa nella quale, in fondo, non ci identifichiamo.

Lascia infatti che ti dica un’altra cosa.

Non esistono professioni giuste e professioni sbagliate.

Non esistono mestieri belli e mestieri brutti.

Esistono percorsi professionali coerenti o meno con i nostri valori, con le nostre motivazioni, con le nostre aspettative, con il nostro perché.

 

Trova il tuo perché

Ecco quindi cosa farò adesso.

Ti suggerirò un ottimo testo.

Trova il tuo perché

Credit to Cea +

Trova il tuo perché è un illuminante libro di Simon Sinek.

(Probabilmente conosci già Simon per il famoso Ted Talk sul cerchio d’oro)

Il suo libro ci aiuta a capire quali siano le reali motivazioni e i veri valori che guidano i nostri sforzi giornalieri.

Ci aiuta a fare enorme chiarezza su chi siamo e su quale il nostro ruolo nel mondo.

Ti dirò di più.

Si tratta di uno strumento potentissimo in egual misura sia per le aziende che per i singoli professionisti.

Che intendo dire?

Facciamo un esempio.

Siamo un’azienda?

Bene.

Avere chiaro il nostro perché ci permetterà di illustrare ai consumatori il motivo per cui dovrebbero rivolgersi proprio a noi e non ad altri competitors.

Offriremo valori e una visione del mondo nei quali identificarsi attraverso l’acquisto dei nosti prodotti.

Pensiamo ai prodotti a marchio Apple.

Molte persone spendono migliaia di euro per comprare i costosi prodotti informatici dell’azienda di Cupertino.

Lo fanno perché credono indiscutibilmente che si tratti delle migliori tecnologie disponibili sul mercato?

No.

Li comprano perché si rispecchiano nel concetto del Think Different del marchio Apple.

Un perché nel quale i consumatori vedono riflessi i propri valori, il desiderio di distinguersi, il rifiuto della conformità e dello status quo.

Chiaro?

Allo stesso tempo c’è altro.

Se non siamo un’azienda ma siamo dipendenti in carne e ossa scoprire il nostro perché ci viene infatti ancora in soccorso.

Ci aiuta a riaccendere e consolidare i noi la passione e l’amore per la nostra attività.

Metterà in chiaro lo scopo che guida le nostre giornate.

Allo stesso tempo potrà darci, però, anche una nuova amara ma utile consapevolezza.

Mi spiego.

Riflettere sul nostro perché potrebbe anche farci capire che stiamo mettendo le nostre abilità al servizio di un progetto nel quale in fondo non ci rispecchiamo (proprio come i primi due spaccapietre della storiella che ti ho raccontato sopra).

A quel punto capiremo come la scelta più giusta sarà quella di cambiare, a tempo debito, percorso.

 

Conclusioni

Le utilità, insomma, sono veramente grandi.

Qual è quindi il nostro perchè?

Io il mio l’ho trovato grazie a questa lettura di Simon Sinek, che raccomando fortemente anche a te.

E ora lascia che te lo chieda.

Per cosa ti alzi motivato ad agire la mattina presto?

Qual è il contibuto che intendi dare alla collettività?

Cosa risveglia in te un senso di appagamento ed autorealizzazione?

Trovare il nostro perché ci permette di esprimere a parole ciò che fino a poco prima era solamente un sentimento confuso ed astratto.

Ti auguro quindi di leggere questo interessantissimo libro e di trovare la chiarezza di cui hai bisogno.

Noi ci leggiamo al prossimo articolo.

Un abbraccio,

Carlo

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