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Università. Come scegliere la tua facoltà

Esame universitario

L’istruzione è l’arma più potente che puoi utilizzare per cambiare il mondo.

Nelson Mandela

Eccoti qua.

Anche tu sei arrivato al punto di svolta.

È arrivato il momento di decidere in quale facoltà iscriverti.

Le domande che in questo momento ti stai ponendo, ad anno in corso, sono tante.

Qual è la facoltà più giusta per me?

I miei mi vogliono medico, ma io voglio veramente questo?

Ingegneria o economia?

Giurisprudenza o scienze della comunicazione?

Ci sarà un lavoro dopo?

In questo articolo ti spiegherò, per personale esperienza, alcune semplici tecniche che mi hanno permesso di scegliere con sicurezza la facoltà nella quale avrei intrapreso i miei studi e della quale mi sarei innamorato, senza mai tornare indietro sulla scelta fatta.

Ma non solo.

Ti fornirò anche un piccolo bonus finale.

Continua a leggere.

Ti prometto ti sarà molto utile 😉

 

Ma partiamo dall’inizio

Nell’estate del 2010, appena diplomato, anche io mi sono trovato a dover scegliere la facoltà nella quale avviare i miei studi.

Anche io, come te in questo momento, avevo dubbi e perplessità.

Ho quindi cominciato a sviluppare dei punti fermi che mi hanno permesso di definire con chiarezza la mia decisione.

Li ho organizzati e oggi voglio condividerli con te.

Vediamoli assieme 😉

 

Stiamo scegliendo noi?

Scegliere facoltà

Sarò sincero.

Sono stato molto fortunato.

Ho avuto due genitori che mi hanno sempre lasciato piena carta bianca su ciò che intendessi fare della mia vita.

Non so se questo vale anche per te ma proprio da qui viene il primo prezioso suggerimento:

È della nostra vita che si parla qui.

Si parla del nostro futuro e della nostra felicità.

Ti dirò una cosa.

Non voglio suonare troppo romantico ma la verità è che la vita è troppo breve per lasciarla scivolare via inseguendo i sogni di qualcun altro.

Il nostro tempo è limitato e non ha senso sprecarlo per rispondere ad aspettative che non ci appartengono.

Se mamma e papà esercitano su di noi pressioni è dunque arrivato il momento di sedersi ad un tavolo con loro e fargli capire che, mentre i suggerimenti dei genitori sono sempre una miniera d’oro, le loro pressioni, al contrario, rischiano solo di farci assumere pesanti decisioni sbagliate.

Avere la mente sgombra da qualsiasi aspettativa esterna è il primo passo che raccomando nella scelta del nostro percorso di studio.

 

“Fa quello che ami!” non è sempre un buon suggerimento

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Lascia che te lo dica.

Viviamo nell’era del valore.

A costo di suonare brutto e antipatico ti dirò un’amara verità:

Il lavoro non è più un diritto, ma è diventato il giusto riconoscimento concesso a chi possiede competenze utili e richieste dal mercato.

Già, proprio così.

Gli individui che apportano valore alla propria impresa o ai propri clienti ottengono in cambio o uno stipendio o un fatturato.

Chi non ha competenze utili e al passo coi tempi rimane tagliato fuori dal mercato del lavoro, piange e si lamenta che in Italia non funzioni niente.

Avevo già affrontato l’argomento in un post che ha suscitato un po’ di indignazione (e se ti vuoi “indinniare” pure tu l’articolo è → questo) 😉

Anche qui voglio essere schietto con te e dire come stanno le cose nella vita reale.

È molto romantico seguire esclusivamente sogni e passioni e iscriversi in corsi di laurea certamente interessanti ma di dubbia utilità lavorativa.

Se ci iscriviamo in una determinata facoltà con l’intento di portare un giorno la pagnotta a casa dobbiamo però stare bene attenti a cosa scegliamo perché dopo la laurea dovremo fare i conti con la domanda del mercato del lavoro.

Le nostre conoscenze saranno richieste, oppure no?

Che io sappia decantare a memoria le rime ottave di Ludovico Ariosto sarà richiesto dal mondo del lavoro, o no?

Che io sappia decifrare dati statistici, lanciare e gestire una campagna di social media marketing o scrivere un programma in Java sarà richiesto o meno?

Chiediamocelo prima di iscriverci.

 

L’università non è un fine, ma un mezzo

Scegliere facoltà

Già.

Proprio così.

L’università non è un punto di arrivo.

Tutt’altro.

È un punto di partenza.

Eppure vedo tanti colleghi, una volta conseguita la laurea, esaltarsi come se li attendesse da lì in avanti una vita di gloria, successo e benestare.

Sembrano aver raggiunto l’apice della loro esistenza.

Sono quegli stessi ragazzi che, finiti i festeggiamenti e smaltita la sbornia, non hanno poi puntualmente la minima idea di come comportarsi e cosa fare.

Mandano CV un po’ a caso appena prima di lamentarsi (anche loro) di come in Italia non funzioni niente e manchi il lavoro.

Quello che voglio dirti è questo.

L’università ai miei occhi è sempre stata molto più di un titolo da conseguire per fare contenti “papà e mammà”.

L’università è un mezzo per raggiungere un obiettivo di vita infinitamente più grande.

Ed è proprio questo a mantenere alta la nostra motivazione allo studio anche con le materie più ostiche.

Iscriviamoci quindi all’università con un preciso intento.

Poniamoci queste domande

Chi voglio essere?

Qual è il futuro professionale ultimo cui aspiro?

Per quanto possano sembrare domande sempliciotte la verità è che sono troppo spesso sottovalutate.

Nella mia esperienza ho visto colleghi presentarsi ai test di accesso per giurisprudenza, economia, medicina e scienze motorie in una stessa settimana.

Secondo te questi colleghi avevano un’idea ben chiara di quello che volevano fare della propria vita?

Avevano un obiettivo da inseguire?

No.

Ed infatti, qualunque facoltà infine abbiano scelto, hanno tutti abbandonato l’università dopo mediamente un anno.

Dobbiamo avere un obiettivo da raggiungere, e sulla base di quello scegliere la facoltà che ci permetterà di agguantarlo.

Se non sai dove vai nessuna strada ti condurrà da qualche parte.

Henry Kissinger

 

Piccolo bonus

In questo articolo mi sono limitato a sottolineare quei punti fermi che, a mio avviso, andrebbero sempre ben tenuti in mente al momento di una scelta così importante come quella della futura facoltà.

Anche la scelta dell’ateneo ovviamente è molto rilevante, ed è limpido come alcune università italiane siano migliori di altre sia per qualità degli insegnamenti che per servizi offerti.

Ti invito quindi a dare un’occhiata all’elenco delle classifiche delle università italiane da Wikipedia.

Nella scelta del tuo ateneo ti suggerisco anche di tenere conto delle prospettive di mobilità internazionale.

La mobilità Erasmus (ne ho fatte 3) è un progetto dal valore formativo incommensurabile.

Se non sai ancora perché dovresti farlo ti suggerisco questo articolo.

Se sei già familiare col programma e vuoi partecipare già dal primo anno ad un Erasmus Traineeship ti conviene invece leggere qui.

Last but not least ti invito anche a partecipare anche alle Welcome Week organizzate dagli atenei per presenziare la propria offerta formativa e la propria gamma di servizi.

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Io stesso ho esposto anni addietro, per conto dell’Unipa, l’offerta formativa della mia facoltà (sì, quello strano tizio che sorride in foto sono io) ed è stato un piacere fornire alle future matricole i migliori suggerimenti che potessi dare.

Spero di aver fatto altrettanto tramite questo articolo.

Il mio migliore in bocca al lupo quindi ad ogni futuro collega.

Un abbraccio, e buona fortuna

Carlo

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